Imola, 2 novembre 2017 - L’appuntamento con la visita ai propri cari defunti si concentra ogni anno tra il giorno dei Santi e quello della Commemorazione. I cittadini non si dimenticano di portare un mazzo di fiori o un cerino sulla tomba all’interno del cimitero del Piratello. Il Comune ha svolto lavori di miglioria in risposta alle varie denunce di in parecchie parti del camposanto. Carlotta Gaiba è cosciente degli sforzi del Comune ma dice: «Dovrebbero accelerare i tempi della ristrutturazione esterna perché tante tombe non sono agibili. I servizi igienici poi sono da migliorare. In questo periodo si cerca di rendere l’ambiente più accogliente ma poi, durante l’anno, diverse cose sono tralasciate. I ladri? Ultimamente hanno rubato due mazzetti».

Giovanni Massa non si lamenta: «Chi di dovere si impegna abbastanza anche se, a volte, l’erba è troppo alta. Poi ci vorrebbe un servizio di vigilanza per evitare le ruberie». Giuseppe Giangiordano si sofferma sui servizi igienici: «Se apro un’attività mi obbligano a installare il bagno e non capisco allora perché il Comune non dia l’esempio provvedendo a costruirlo anche per i fiorai. Poi credo che siano state spese cifre assurde per approntare la rampa per disabili». Laura Bergami è critica: «Si può fare di più. La rampa è una bella invenzione, ma anche chi va con le proprie gambe non può salire su scalini troppo alti».

Gabriele e Giacomo Gaddoni e Lucia Lazzari fanno una distinzione: «La parte nuova è bella, mentre certi punti della vecchia sono pericolanti». Alessandro Ranieri e Cristina Casadio Loreti pensano positivo: «La struttura è in perfetto ordine. C’è attenzione per i disabili grazie all’accesso più confortevole possibile. Il parcheggio? E’ problematico solo in giorni come questi». Tra i fiorai, Anna Scarpa fa il punto: «L’andamento è come quello dell’anno scorso. Il flusso di gente è stato buono e si è lavorato bene. Ma alcune tombe sono ancora spoglie e così rimaranno, ma ci dobbiamo abituare. I prezzi? Un crisantemo costa due euro, un’orchidea 3,50 euro».

La veterana Elena Ferlini ha le idee chiare: «Si lavora sempre meno, le spese sono tante e l’incasso è poco. Stiamo lavorando da una settimana e domani (oggi, ndr) ci sarà un po’ di gente la mattina per la funzione del vescovo mentre nel pomeriggio non ci sarà nessuno».

Patrizia e Valentina Giangiordano di Pattifleur chiosano: «Ci ha aiutato il tempo. Il boom c’è stato nei giorni scorsi, mentre gli altri anni si lavorava molto per i Santi. Il problema dei bagni ormai è eterno. Ora c’è pure quello dell’orario. Chiudendo alle 18.30 non viene quasi nessuno e chi lo fa, senza illuminazione, rischia di cadere. E poi chi paga le conseguenze?».