Imola, 6 ottobre 2018– Non la semplice donazione di dieci biciclette, ma un vero e proprio progetto che mira responsabilizzare e rendere sempre più autonomi i giovani della comunità per minori Villa Pambera. Si intitola ‘Una mobilità consapevole’ l’iniziativa voluta da Fondazione Santa Caterina e Banca di credito cooperativo ravvenate, forlivese e imolese.

Ogni bici, acquistata dall’istituto di credito assieme a lucchetto e luci per una spesa complessiva di 1.500 euro, verrà infatti affidata a un ragazzo, che ne sarà responsabile in tutti gli aspetti: dalla manutenzione e cura all’uso civile e rispettoso del mezzo in città. La comunità darà in comodato d’uso ai giovani, tramite contratto scritto, una bici. E i ragazzi dovranno appunto impegnarsi a provvedere alla manutenzione delle due ruote.

Gli obiettivi educativi del progetto sono, come accennato, molteplici: dal rendere i ragazzi responsabili dei propri beni perché ne abbiano cura a educarli al rispetto degli accordi, fino a farli diventare maggiormente autonomi negli spostamenti quotidiani (sempre con un occhio di riguardo all’ambiente) e ad accrescere la loro autostima rispetto alla possibilità di farcela da soli. Un aspetto, quest’ultimo, particolarmente importante, dal momento che parliamo di ragazzi dai 13 ai 18 anni. Ragazzi che, provenendo da esperienze familiari traumatiche, per motivi di tutela e protezione risiedono nella comunità Villa Pambera.

«La nostra banca, cooperativa, locale, attenta al territorio e alle esigenze delle comunità, appoggia questo progetto di aiuto ed educativo per i nostri giovani – afferma Raffaele Mazzanti, presidente del comitato locale di Imola della Bcc ravennate, forlivese e imolese –. Il tutto nell’ottica di un processo di responsabilizzazione utile e formativo per la loro crescita come persone e come cittadini».

Giovanni Righi, vicepresidente della Fondazione Santa Caterina, ringraziando la Bcc per il prezioso contributo sottolinea come l’istituto sia «uno dei meglio radicati sul territorio e più attenti al sociale». Responsabile del progetto ‘Una mobilità consapevole’ sarà Francesca Chitti, coordinatrice della comunità per minori.

«Ci siamo accorti qualche tempo fa che accompagnare i ragazzi a svolgere le loro attività pomeridiane toglieva tempo agli educatori e impediva a loro di avere autonomia – racconta Chitti –. In questo senso, la bicicletta è un simbolo di indipendenza, grazie al quale possono imparare a prendersi cura delle cose e quindi anche di loro stessi».