Una corsia d’ospedale appositamente dedicata ai pazienti Covid
Una corsia d’ospedale appositamente dedicata ai pazienti Covid

Imola, 26 novembre 2020 - Vuoi andare a trovare un parente in ospedale? Devi fare il tampone. A mali estremi estremi rimedi: l’Ausl alza ulteriormente le difese dopo l’esplosione del focolaio all’interno del sesto piano e dice "stop alle visite", salvo casi specifici. A far scattare la stretta il contagio ’denunciato’ in questi giorni dal sindacato Fials, che si è diffuso a 23 ricoverati e a ieri (dati ufficiali forniti dall’azienda), complessivamente a 21 operatori sanitari di Medicina A e Geriatria. Un reparto ’pulito’ in cui non sono normalmente ospitati pazienti Covid. Proprio l’altro giorno l’Ausl aveva messo in atto una riorganizzazione interna per spostare i degenti positivi dei blindatissimi reparti Covid, e da ieri – sempre l’Azienda – ha messo in atto le regole di ’livello 2’. L’accesso ai reparti non è più consentito (prima era possibile per solo una persona al giorno in orari specifici), le uniche eccezioni in quando si ha a che fare con "pazienti terminali, non autosufficienti e/o con gravi disabilità, disturbi cognitivi o particolari necessità di supporto, pazienti ostetriche", spiega l’Ausl. Da ieri in avanti, se si appartiene alle eccezioni, prima di varcare le soglie del Santa Maria della Scaletta bisognerà aver fatto il tampone rapido. Uno screening periodico con cadenza quindicinale che comunque non esenta il visitatore dall’uso di mascherina e distanziamento.

Ma l’attenzione non scende, perché anche in questo caso può essere autorizzato l’accesso dello stesso visitatore per paziente al giorno negli orari definiti (dalle 12 alle 14 per i reparti non critici e dalle 14 alle 15 per Rianimazione, Semintensiva e Unità di Terapia Intensiva Coronarica).
Una scelta diversa quella operata dall’Ausl rispetto a quanto fatto durante la prima emergenza, "per consentire – spiega – in certi casi di dare l’ultimo saluto a un caro". Per i pazienti pediatrici continua ad essere garantita la presenza dell’accompagnatore. Per l’effettuazione del test, il reparto indirizza il visitatore agli ambulatori della Medicina Preventiva (Ospedale Vecchio, il test potrà essere effettuato dal lunedì al venerdì, dalle 16 alle 19) ad eccezione dell’accompagnatore del paziente pediatrico e della persona di riferimento individuata dalla donna in gravidanza, che effettuano il tampone direttamente presso il reparto. In caso di esito del test positivo il visitatore viene invitato a tornare presso il proprio domicilio e a isolarsi e sarà contattato dal Dipartimento di Sanità Pubblica per le procedure del caso positivo.
Anche l’istituto riabilitativo di Montecatone sul fronte delle visite applica un’ulteriore stretta: stop prolungato fino al 3 dicembre. Sono esentati i parenti di pazienti minorenni e i cosiddetti ’caregiver’.

Il bollettino . Tornano ancora una volta a sfondare il muro dei cento i contagi registrati dall’Ausl. Su 961 tamponi refertati ieri, sono stati individuati 107 nuovi casi positivi. Sono 68 asintomatici e 39 sintomatici: 7 persone erano già isolate, 10 casi sono stati individuati attraverso il tracciamento, 2 per test di categoria. Si aggiungono – fortunatamente – 50i guariti. Il bilancio aggiornato segna 2.971 i casi di positività totali da inizio emergenza e 1.553 casi attivi. Tra questi anche il personale del forno pasticceria Ceroni di Ponticelli, che ha deciso di chiudere temporaneamente per la propria sicurezza e quella dei clienti.
I ricoveri . Per quanto riguarda i ricoveri, 5 pazienti positivi sono ricoverati all’OsCo di Castel S. Pietro Terme (piano 4), 73 nei reparti Covid del Santa Maria della Scaletta (III e IV piano), 2 al VI piano in area isolata, 8 in ECU. 6 pazienti sono stati trasferiti negli Ospedali dell’area metropolitana di Bologna. In Terapia Intensiva, a Bologna, sono 6 i pazienti del nostro territorio ricoverati.