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17 apr 2022

"Formula 1, il pubblico di Imola è fantastico"

L’ex pilota Alex Caffi: "Tra i più competenti e appassionati del mondo dei motori. La Ferrari? Non poteva stare a lungo nelle retrovie"

mattia grandi
Cronaca
Alex Caffi: per lui 56 Gran premi di F1 disputati tra anni ’80 e ’90 e sei punti nel campionato iridato
Alex Caffi: per lui 56 Gran premi di F1 disputati tra anni ’80 e ’90 e sei punti nel campionato iridato
Alex Caffi: per lui 56 Gran premi di F1 disputati tra anni ’80 e ’90 e sei punti nel campionato iridato

di Mattia Grandi

Nella nutrita pattuglia di piloti col tricolore schierati al via dei mondiali di Formula 1 tra la metà degli anni Ottanta e dei primi Novanta un posto speciale lo merita Alex Caffi.

Osella, Scuderia Italia, Arrows e Footwork con 56 Gran premi e 6 punti iridati nel curriculum. Ad Imola un settimo posto centrato nel 1989 poco prima di sfiorare il podio a Monte Carlo, il suo punto più alto nella specialità.

Caffi, la Formula 1 riabbraccia il pubblico di Imola.

"Tra i più competenti ed appassionati dal punto di vista motoristico. Un elemento positivo in termini assoluti per la città ed il suo territorio. Ma anche per tutto il mondo dopo quello che abbiamo vissuto".

Pure per l’automobilismo.

"Nella Formula 1 il pubblico è una componente fondamentale. Il pilota non ha sempre la percezione reale del colpo d’occhio sugli spalti durante la gara ma per lo spettacolo, il paddock ed i box è un valore aggiunto.

La prima tappa del calendario 2022 nel vecchio continente.

"Che arriva al momento giusto. C’è voglia di ripartenza, di tornare alla normalità dopo le criticità pandemiche. Poi c’è la Ferrari, finalmente, competitiva".

La ciliegina sulla torta alla vigilia di una gara in Italia.

"Non poteva stare a lungo nelle retrovie. Il peso della Rossa di Maranello negli equilibri automobilistici non si limita all’Italia ma influenza l’intero globo. Ne beneficerà il tasso di spettacolo di una disciplina che, a parte la sfida Verstappen-Hamilton dello scorso anno, ha vissuto diverse parentesi al ribasso negli ultimi tempi".

Il Cavallino Rampante autore di una metamorfosi clamorosa.

"Ha sorpreso tutti. Le dichiarazioni ottimistiche della dirigenza facevano presagire un cambio di passo ma con questi cambiamenti repentini dei regolamenti era giusto attendere il verdetto della pista".

Che è stato chiaro: vincente.

"E’ un bene per tutti. La Ferrari è uno dei marchi più prestigiosi al mondo. Spero, però, che non si apra un periodo di dominio assoluto. L’automobilismo si nutre del fascino della competizione. Come quella tra Senna e Prost ai miei tempi".

Duelli che mettono in luce il valore tecnico dei piloti.

"Quando le auto hanno prestazioni simili sono le qualità dei piloti ad emergere. Nei primi tre Gran premi la Rossa ha mostrato una supremazia schiacciante, ma se Red Bull e Mercedes risaliranno la china ci divertiremo di più".

Hamilton, Verstappen, Leclerc. Tre fuoriclasse.

"Lo dicono i fatti. A mio avviso, però, il 70 per cento dei piloti sulla griglia di partenza della Formula 1 occupa con merito quel posto. Si parla pur sempre dei migliori interpreti della velocità al mondo".

All’appello mancano gli italiani.

"Una brutta tegola. In Italia abbiamo la Ferrari e due tracciati storici nel calendario, è una defezione che pesa. Ripenso a quando il tricolore occupava un mezzo schieramento in Formula 1. Sintomo degli equilibri che cambiano".

Il suo parere sulla Sprint Race?

"Non mi entusiasma. Adoro ancora il vecchio format tra prove libere, qualifiche, warm up e gara. Si parla di contenere i costi e di sicurezza poi si aggiunge una mini corsa con i rischi che ne conseguono. Ha poco senso e snatura le prove cronometrate del sabato".

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