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13 apr 2022

"Questi affreschi ora sono di tutti gli imolesi"

Inaugurato nella caserma dei carabinieri il restauro dei lacerti secenteschi risalenti all’epoca dell’abbazia benedettina

mattia grandi
Cronaca
Il maggiore Andrea Oxilia illustra il valore del restauro dei lacerti secenteschi all’interno della caserma
Il maggiore Andrea Oxilia illustra il valore del restauro dei lacerti secenteschi

di Mattia Grandi

Il Lions Club Imola Host ha riportato a nuova vita gli affreschi secenteschi presenti all’ingresso della caserma della Compagnia dei Carabinieri di Imola. Si è alzato il velo, nel corso di una cerimonia inaugurale andata in scena nel tardo pomeriggio di ieri nello storico edificio di via Cosimo Morelli, sull’opera di restauro e copertura di protezione dei quattro lacerti di affresco che raffigurano con ogni probabilità le storie di San Sigismondo. La ferma volontà dell’Arma di restituire alla città un pezzo del proprio patrimonio artistico appartenente all’originario chiostro del convento benedettino della Regola, sede del comando. Uno stabile, oggi di proprietà della Città Metropolitana di Bologna, nato nel 437 d.C. per opera dell’imperatore romano d’Occidente Valentiniano III e poi concesso ai monaci come ‘Abbazia Benedettina di Santa Maria in Regola’. Riedificato nel 1564, fu abitato dagli olivetani fino al 1797, quando la Repubblica francese napoleonica soppresse numerosi ordini religiosi. Da qui la cessione della porzione sud alla ‘Municipalità civile’ con destinazione Gendarmeria Nazionale.

Un progetto lungimirante, e portato avanti in sinergia tra più realtà virtuose del nostro territorio, innescato dalla sensibilità del maggiore Andrea Oxilia, comandante della compagnia carabinieri di Imola: "Dal mio arrivo al comando imolese avevo notato questi affreschi che necessitavano di un’operazione di recupero – racconta l’ufficiale – Un’opera d’arte segnata dal tempo e ricoperta da uno spesso strato di polvere. La compagnia dell’Arma ha sede in questi ambienti da ben 161 anni". Da qui il contatto con Marco Violi, presidente del Lions Club Imola Host al timone del museo e pinacoteca diocesani cittadini, per un’idea di datazione delle pitture. "Risalgono alla metà del ‘600 con una paternità da contestualizzare nell’ambito romagnolo – specifica Violi -. L’opera comparativa è stata fatta seguendo una coerenza stilistica con gli affreschi presenti nel chiostro della vicina chiesa di Santa Maria in Regola, nell’angolo d’ingresso alla sacrestia".

Poi le sapienti mani di Michele Pagani, con l’intervento determinante di Etra restauri di Lugo, per l’azione di pulizia. Il nulla osta delle Belle Arti, guidate dalla soprintendente Alessandra Quarto, e una copertura di plexiglass per proteggere il tutto. Lavori finanziati dal Lions Club Imola Host.

"Un messaggio universale che parte da Imola ma che accomuna, nell’opera di salvaguardia e valorizzazione dei beni che appartengono alla collettività, tutta l’Arma – spiega il maggiore Oxilia –. In modo simbolico restituiamo ad ogni cittadino imolese una porzione di questi capolavori recuperati". Non solo. "Un valore che si aggiunge a tutti quelli che compongono il dna dei carabinieri – prosegue -. La sensibilità alla cura dei luoghi storici, a maggior ragione quando ne diventiamo depositari, corre sugli stessi binari delle responsabilità che ci assumiamo ogni giorno per garantire l’incolumità e la vigilanza della comunità".

Alla cerimonia hanno preso parte anche il sindaco Marco Panieri e il vescovo Giovanni Mosciatti che ha benedetto affreschi e locali della caserma. Ospite d’onore il generale di Brigata Roberto Riccardi, alla guida del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale con sede a Roma, accompagnato dal generale di Brigata Davide Angrisani, comandante della Legione carabinieri Emilia Romagna e il colonnello Rodolfo Santovito, comandante provinciale dei carabinieri di Bologna.

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