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21 mar 2022

Rubalcaba: "Il mio jazz latino-americano"

Il musicista e la cantante Aimée Nuviola, entrambi de L’Avana, stasera allo Stignani presentano l’ultimo album ‘Viento y Tiempo’

gian aldo traversi
Cronaca
Gonzalo Rubalcaba e Aimée Nuviola, questa sera la loro esibizione sul palco del teatro Stignani
Gonzalo Rubalcaba e Aimée Nuviola, questa sera la loro esibizione sul palco del teatro Stignani
Gonzalo Rubalcaba e Aimée Nuviola, questa sera la loro esibizione sul palco del teatro Stignani

di Gian Aldo Traversi

Il jazz è un meta-stile che inietta idee musicali, dalle performance intime e "talcate" all’ecletticità di un compositore dal battito limpido qual è Gonzalo Rubalcaba. Ne risulta un crossover sublimato dal fervore interpretativo della chanteuse Aimée Nuviola: "Viento y Tiempo". La storia terrena che guarda al cielo di due astri del jazz latino-americano, vincitori di Grammy e Latin Grammy, riproposta stasera alle 21.15 al Teatro Stignani per Crossroads. Il concerto sarà preceduto alle 18 dalla presentazione del libro "Mingus" di Flavio Massaruto e Squaz nel ridotto dello stesso teatro.

Rubalcaba, quando è nato il vostro ultimo album?

"In differenti occasioni, presentato a stralci nelle scuole e in famiglia, con mia madre a coglierne la poetica fin dall’abbrivio. Un progetto di musiche tradizionali cubane ispirate al ballo. In cui duetto con Nuviola che intona anche "El Cadete Constitucional" di Jacobo Rubalcaba a "First Song" di Haden". Storie e ricordi".

Aymée in poche righe?

"Non c’è niente di oscuro in lei, ma "sense of humour" che ci permette di diventare fan l’uno dell’altra. Ci frequentiamo da quando avevo dieci anni e lei sette. Stesse scuole, stesso barrio, stessa maestra di piano, stesse frequentazioni familiari e di docenza".

Quanta Cuba c’è nel disco?

"Molta, c’è pure il bolero messicano che guarda ad Armando Manzanero".

Che cosa le ha ispirato "Nocturne" scritto con Charlie Haden, Best Latin Jazz Album?

"La stessa atmosfera di "Viento y Tyempo", il vento latino-americano che spira verso Los Angeles, più bebop e swing".

Le collaborazioni con gli italiani?

"Emozionanti, come il duetto con Bollani, i riflettori condivisi con Pino Daniele e Daniele Sepe. Artisti alla ricerca della verità".

Più le affinità o le differenze tra pubblico italiano e cubano?"

Più le prime. Da voi come a Cuba la gente vive intensamente la musica e la danza. "Viento y Tiempo" lo certifica: stesse reazioni".

Quanto la musica data per radio negli anni Settanta, come Mina e Raffaella Carrà, ma anche il pop spagnolo e il rock inglese hanno in fluito su quella cubana?

"Quella dei paesi che si ritenevano amici ha influito in modo sottile, ’Parole parole’ non tutti la capivano, ma sentivano aderenze, cercavano di imitare. Negando la produzione inglese e americana. Niente Beatles né Rolling Stones".

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