I ricorrenti hanno. fatto sapere di contestare l’appellativo ‘no vax’ (fotografia di repertorio)
I ricorrenti hanno. fatto sapere di contestare l’appellativo ‘no vax’ (fotografia di repertorio)
di Enrico Agnessi Si profila anche in riva al Santerno una battaglia legale tra l’Ausl e gli operatori sanitari che contestano l’obbligo di vaccinarsi contro il Covid. L’Azienda imolese, al pari delle sue ‘colleghe’ di Bologna, Ferrara, Modena e Romagna, si è infatti costituita in giudizio contro il ricorso al Tar depositato da circa 200 professionisti dei cinque territori in questione che in queste settimane hanno ricevuto le raccomandate (circa 600 quelle inviate dal dg Andrea Rossi, alcune delle quali rivolte a lavoratori pubblici) con l’esortazione a immunizzarsi...

di Enrico Agnessi

Si profila anche in riva al Santerno una battaglia legale tra l’Ausl e gli operatori sanitari che contestano l’obbligo di vaccinarsi contro il Covid. L’Azienda imolese, al pari delle sue ‘colleghe’ di Bologna, Ferrara, Modena e Romagna, si è infatti costituita in giudizio contro il ricorso al Tar depositato da circa 200 professionisti dei cinque territori in questione che in queste settimane hanno ricevuto le raccomandate (circa 600 quelle inviate dal dg Andrea Rossi, alcune delle quali rivolte a lavoratori pubblici) con l’esortazione a immunizzarsi quanto prima, pena il trasferimento e, in ultima istanza, la sospensione senza stipendio.

Il gruppo, nel quale la compagine imolese dovrebbe essere limitata comunque a poche unità, chiede appunto l’annullamento, previa sospensione, "degli atti e delle comunicazioni ricevuti in materia di obbligo vaccinale" voluto dal Governo "nonché il risarcimento dei danni". Un provvedimento analogo è depositato anche al Tar di Parma (altra sede del Tribunale regionale amministrativo in Emilia-Romagna), sottoscritto da altri 150 sanitari afferenti ai territori di Piacenza, Parma e Reggio Emilia.

Da parte loro, le direzioni generali delle Aziende Usl coinvolte nei ricorsi (Imola compresa) hanno convenuto sull’opportunità di una difesa congiunta. Per questo motivo, hanno deciso di incaricare l’avvocato Maria Rosaria Russo Valentini, del foro di Bologna. Il preventivo di spesa, riferito alle otto Ausl resistenti, comporta per l’Azienda sanitaria imolese un esborso di oltre 6mila euro.

Il ricorso dei ricorrenti, che tramite il loro legale Daniele Granara hanno già fatto sapere di contestare l’appellativo ‘no vax’, ma di "rivendicare una libertà di scelta", si fonda su quella a loro parere è una "illegittimità costituzionale, sotto plurimi profili, di diritto interno e diritto europeo, di un obbligo riferito ad un vaccino di cui non è garantita né la sicurezza né l’efficacia".

Dopo la giornata di martedì (ultimo dato disponibile), sono 116.868 le vaccinazioni totali effettuate dall’Ausl, tra prime e seconde dosi, da inizio campagna. Di queste, oltre 11.200 riguardano operatori sanitari e socio-sanitari. Per quanto riguarda i soli operatori di Case residenze anziani e Residenze sanitarie assistite, la percentuale di copertura con almeno una dose nel circondario è dell’82%, contro il 72% nazionale e il 38% regionale.

Per quanto riguarda infine l’andamento della pandemia, nemmeno ieri si sono registrati ulteriori casi di positività nel circondario, a fronte di 166 tamponi molecolari e 182 test antigenici refertati. Due i guariti nelle ultime 24 ore, che fanno scendere a 23 i casi attivi nel territorio dei dieci comuni. Rimangono invece invariati i casi totali da inizio pandemia: sono infatti 12.666, dato che oltre alle 23 persone attualmente positive al Covid comprende anche tutti i guariti e le oltre 300 vittime.