Ezio Rosi e la sindaca Sangiorgi ai tempi in cui andavano d'accordo
Ezio Rosi e la sindaca Sangiorgi ai tempi in cui andavano d'accordo

Imola, 5 dicembe 2018 - Si annunciano rapidi, almeno nelle intenzioni, i tempi per la nomina del nuovo assessore alla Sicurezza, posto rimasto vacante dopo le dimissioni di Ezio Roi. Impossibile per la sindaca Manuela Sangiorgi, che si era già tenuta le deleghe a Cultura e Ambiente, farsi carico anche di temi delicati come appunto la Sicurezza, ma pure Centro storico e Frazioni (altri campi di azione di Roi), per ora assunti ad interim dalla prima cittadina. Altamente improbabile anche una redistribuzione dei compiti in questione tra gli attuali assessori. Non a caso, la Sangiorgi sta già vagliando alcune candidature. E l’obiettivo è, come detto, quello di chiudere la partita al più presto. Orientativamente all’inizio del nuovo anno.

Nel frattempo, il caso Roi è approdato ieri in Consiglio comunale. La sindaca, nella sua comunicazione in apertura di seduta, ha continuato a sfoderare fair-play nei confronti dell’ex assessore, ringraziandolo per il lavoro svolto e invitandolo all’inaugurazione del «nuovo polo della sicurezza» a Palazzo Calderini, dove Roi contava di riportare la sede distaccata del Tribunale, oltre a quel Giudice di Pace destinato a spostarsi in via Cavour anche secondo la vecchia amministrazione.

Dai banchi dell’opposizione, invece, Fabrizio Castellari e Marco Panieri (Pd), Carmen Cappello (Imola guarda avanti) e Daniele Marchetti (Lega) si sono mossi secondo copione: critici con la Giunta i rappresentanti del centrosinistra, soddisfatto l’esponente del Carroccio, da sempre scettico sull’operato di Roi al pari del collega Simone Carapia.

Perplesso, sui motivi che hanno portato alle dimissioni dell’ex assessore, Giuseppe Palazzolo (Patto per Imola). Sul fronte della maggioranza, mentre fuori dall’Aula le bocche degli esponenti del M5s restano cucite, Ermete Guerrini si limita a evidenziare «l’incongruenza e la non perfetta sintonia» tra le idee di Roi «e ciò che si voleva fare». Tuttavia, sempre lontano dai riflettori, i pentastellati si sono riuniti lunedì sera per fare quadrato tra di loro e ripartire senza strappi evidenti dopo un passo indietro, quello dell’ex pretore, che ha creato più di qualche mal di pancia all’interno del Movimento.

Da registrare, infine, anche la presa di posizione di Sinistra Unita Imola, compagine ‘extra-consiliare’ formata da Rifondazione comunista, Possibile e Pci, che alle ultime amministrative ha sostenuto l’allora candidato sindaco Filippo Samachini: «La Lega esulta perché l’assessore dal ‘passato di sinistra’ viene messo da parte? Non vorremmo che questa fosse la prima manovra per un allargamento di fatto della maggioranza verso il Carroccio e uno spostamento verso destra del governo della città».