"È una porcheria per lo sport, perché anche altre discipline potrebbero accodarsi seguendone l’esempio". Non usa mezzi termini Massimo Palanca (nella foto), punto di forza del Catanzaro negli anni ’70-’80, noto per le qualità tecniche che gli hanno permesso di segnare 13 gol su calcio d’angolo. "Il calcio è un gioco popolare – prosegue – e non può essere gestito da 10-15 club". L’ex giocatore di serie A si augura che le Federazioni...

"È una porcheria per lo sport, perché anche altre discipline potrebbero accodarsi seguendone l’esempio". Non usa mezzi termini Massimo Palanca (nella foto), punto di forza del Catanzaro negli anni ’70-’80, noto per le qualità tecniche che gli hanno permesso di segnare 13 gol su calcio d’angolo. "Il calcio è un gioco popolare – prosegue – e non può essere gestito da 10-15 club". L’ex giocatore di serie A si augura che le Federazioni mantengano fede a quanto dicono in queste ore escludendo dalle competizioni nazionali le società che aderiscono alla Superlega e vietando ai loro giocatori di indossare la maglia delle nazionali. "Macché spettacolo, è solo una questione economica la costituzione della Superlega. Le società sono indebitate e cercano ovunque soldi. La verità è che si deve ridimensionare tutto". Ed ecco la soluzione e dove andare a incidere perché i conti possano tornare a respirare. "Non è possibile – dice – dare un ingaggio di 10 milioni di euro a un giocatore. Ma quante generazioni ci devono campare con quei soldi, per di più con tutti i problemi di questo momento. C’è gente sul lastrico, commercianti che non sanno più come andare avanti: questi stipendi così elevati sono uno scandalo. Ecco, è arrivato il momento ideale per calmierare stipendi obiettivamente esagerati".

La notizia della Superlega non è però un fulmine arrivato a cielo sereno. "In effetti se ne sentiva parlare da tempo. Finora – dice Palanca, autore di 115 gol con la maglia del Catanzaro – tutto è stato portato avanti sottobanco, adesso quelle società sono uscite allo scoperto ma le Federazioni dovranno essere forti e determinate a fare terra bruciata attorno a questi club. Adesso tutte le varie componenti del calcio si sono arrabbiate per questa soluzione, ma temo che alla fine rivedano tutto". Tra le società promotrici della Superlega ci sono Juventus, Milan e Inter, senza queste tre realtà il campionato nazionale perderebbe moltissimo. "Si tratta delle prime della classe, bisogna rivedere tutto. Non so cosa ne verrà fuori – conclude Palanca che nella sua prestigiosa carriera ha indossato anche la maglia del Napoli – però si corre il rischio di un tracollo del mondo del calcio".

l. mon.