Infermiere al lavoro (foto di repertorio)
Infermiere al lavoro (foto di repertorio)

Corridonia (Macerata), 17 ottobre 2019 - Avrebbe approfittato di una nonnina, ricoverata in una casa di riposo perché gravemente malata di Alzheimer, del tutto incapace di ribellarsi e sottrarsi agli abusi. Per questo è sotto accusa un corridoniano di 50 anni, imputato per il reato di violenza sessuale. Per lui ieri il tribunale ha disposto una perizia psichiatrica.
I fatti si sarebbero verificati nel luglio dell’anno scorso a Corridonia. Nella struttura era stata ricoverata una 82enne, di cui i familiari non potevano più prendersi cura a causa delle sue condizioni di salute molto compromesse. E proprio di queste sue condizioni avrebbe approfittato un operatorie socio sanitario: dopo essere entrato nella camera dell’82enne, il 50enne si sarebbe slacciato i pantaloni e avrebbe messo i suoi genitali sul viso e tra le mani dell’anziana; avrebbe anche preso le mani di lei e le avrebbe portate ai suoi genitali. La nonnina non era nelle condizioni di rendersi conto di quello che accadeva e di ribellarsi, e purtroppo nemmeno di ricordare e riferire alcunché ai familiari o agli altri dipendenti della casa di riposo. Ma nella sua stessa stanza c’era un’altra ricoverata, anziana anche lei ma ancora presente e lucida, che dal suo letto avrebbe visto tutto e avrebbe segnalato quanto accaduto.

L’avvocato Massimiliano Cofanelli, con il padre, assiste il figlio della donna

Ricevuta la denuncia, la pensionata è stata sentita con un incidente probatorio in procura, per far sì che le sue dichiarazioni – davanti al sostituto procuratore Rosanna Buccini, al giudice e al difensore dell’indagato – potessero poi essere usate anche nel processo senza doverla richiamare in tribunale, e l’anziana ha confermato di aver visto il dipendente della casa di riposo abusare della sua compagna di stanza.

Ieri mattina per il corridoniano si è tenuta l’udienza preliminare, in tribunale a Macerata. Il suo difensore, l’avvocato Marco Marsili, ha chiesto il processo con il rito abbreviato per l’uomo e ha depositato una consulenza psichiatrica dalla quale risulta che il 50enne soffre di un vizio parziale di mente: questa ridotta capacità di intendere e di volere gli darebbe diritto a un eventuale sconto di pena, nel caso venisse ritenuto colpevole di quegli abusi.
 

Alla luce di questo elemento rilevante, il giudice dell’udienza preliminare Claudio Bonifazi ha ritenuto necessaria una perizia psichiatrica super partes, che valutasse le condizioni mentali dell’imputato, per verificare se e in che termini l’uomo possa essere considerato colpevole di quelle azioni ai danni dell’anziana. L’udienza è stata dunque rinviata a dicembre, quando un perito psichiatra sarà incaricato di esaminare e valutare la capacità di intendere e di volere dell’operatore socio sanitario.
Il figlio dell’anziana, che ne è stato nominato curatore da tempo per via delle condizioni di salute della donna, si è costituito parte civile nel procedimento penale, assistito dagli avvocati Gabriele e Massimiliano Cofanelli. Il pubblico ministero Enrico Riccioni ha depositato al giudice anche la querela dei familiari, gli atti delle indagini svolte dai carabinieri di Corridonia dopo la denuncia e il verbale dell’incidente probatorio con la trascrizione delle dichiarazioni della compagna di stanza dell’82enne. Anche questi documenti potranno essere utilizzati dal giudice Bonifazi per pronunciarsi su quanto sarebbe accaduto alla nonnina nella casa di riposo.
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