L’Emporio della solidarietà di Collevario è il punto di riferimento per tanti bisognosi
L’Emporio della solidarietà di Collevario è il punto di riferimento per tanti bisognosi

Macerata, 4 luglio 2020 - Tante famiglie che non riescono più a pagare le bollette o persone che dopo essersi rimboccate le maniche e aver trovato un lavoro precario, oggi tornano a bussare alla porta della Caritas per chiedere un aiuto in questo momento di difficoltà. Sono per lo più italiani, famiglie con figli, commercianti o artigiani che si sono ritrovati per mesi senza lavoro, ma anche dipendenti che ancora non vedono i soldi della cassa integrazione, i nuovi poveri che ogni settimana si rivolgono alla Caritas e all’Emporio della solidarietà per trovare qualcuno che possa aiutarli a superare gli strascichi sociali ed economici che il Covid ha lasciato.

"In questi mesi abbiamo incontrato tante persone che non avevamo mai visto prima – racconta Lorenzo Cerquetella, direttore della Caritas diocesana –. A Porto Recanati, ad esempio, abbiamo avuto 400 nuove famiglie, abbiamo sostenuto le 38 persone del circo rimasto bloccato a Casette Verdini per il lockdown, ma anche dalle parrocchie abbiamo avuto molte segnalazioni di richieste di aiuto da parte di persone che non si erano mai avvicinate prima. In un primo momento, grazie anche a 10mila euro di fondi straordinari messi a disposizione dalla Caritas, siamo intervenuti con il supporto dei parroci e di alcuni supermercati per pagare la spesa alle famiglie che ne avevano bisogno e per comprare alcuni tablet a chi non poteva permetterselo, ma ne aveva bisogno per far seguire ai figli le lezioni a distanza".

Il braccio operativo della Caritas per quanto riguarda la consegna dei pacchi alimentari, è l’Emporio della solidarietà a cui si rivolgono un centinaio di famiglie. "Abbiamo avuto una lieve flessione solo nei primi giorni dell’emergenza quando le persone non potevano uscire di casa e avevano paura del contagio – aggiunge il referente Emanuele Severini –. Per questo ci eravamo organizzati sentendo prima le famiglie e preparando i pacchi su prenotazione. Oggi siamo tornati pienamente ai livelli che si avevano prima della pandemia, ma tra le famiglie che seguiamo abbiamo visto ritornare persone che avevamo con noi due-tre anni fa e poi, si erano allontanate perché erano riuscite a trovare un lavoro. Evidentemente adesso con la perdita del lavoro, per molti già precario, le famiglie non riescono ad andare avanti e tornano a chiedere un aiuto".

A queste famiglie se ne aggiungono altre nove che la Caritas sostiene grazie ai pranzi donati dal ristorante Lord Bio e dal bar Hab. "C’è una grande dignità da parte di tutti perché chiedere aiuto non è sempre facile – conclude Cerquetella –, ma spesso ci si trova di fronte a situazioni contingenti che altrimenti non si saprebbe come affrontare. Tra tante persone che hanno perso il lavoro o non hanno ricevuto la cassa integrazione, infatti, si fa avanti un altro problema: quello dei pagamenti. Non a caso riceviamo molte richieste di aiuto da parte di famiglie che non sanno come pagare affitti o bollette arretrate". Tra i vari servizi che la Caritas offre c’è anche quello contro l’usura e, da lunedì 13, riaprirà al pubblico lo sportello di Macerata.