Macerata, 15 giugno 2016 - Fiumi di eroina dal Pakistan, centinaia di migliaia di euro dall’Italia. L’ennesima conferma sulla vastità di questi traffici da e per il nostro territorio arriva dalle indagini concluse di recente dalla Squadra mobile in merito ad alcuni pakistani residenti al River Village di Porto Recanati. Ne hanno parlato in questura il procuratore capo Giovanni Giorgio e il capo della Mobile Alessandro Albini. Gli accertamenti erano partiti lo scorso agosto, con la notizia del rientro a Fiumicino di un pakistano imbottito di eroina. La polizia lo ha bloccato e lo ha portato nel reparto speciale dell’ospedale di Ostia, dove - in un bagno appositamente attrezzato - giovane ha espulso 72 ovuli di eroina. Erano 489 grammi di sostanza pura al 56 per cento; ci si potevano fare, senza tagliarla ancora, quasi 12mila dosi per oltre 200mila euro. Ma la stima è al minimo.

Le indagini coordinate dal procuratore capo Giorgio e dal sostituto Claudio Rastrelli hanno permesso di individuare chi aveva convinto il pakistano a fare quel viaggio, in cambio di tremila euro. E lui, rimasto senza lavoro e con la madre malata, aveva accettato. Per gli altri tre complici sarebbe ora scattato l’arresto, ma a fine aprile sono tutti tornati in Pakistan. Quello arrestato a Fiumicino invece è ancora in carcere e ora sarà processato. «E’ stata un’indagine brillante - ha commentato il procuratore - e molto difficile. Peccato che purtroppo l’impressione sia quella di aver tolto qualche goccia dall’oceano. Qui il fenomeno dello spaccio, affidato a un libero mercato gestito da persone di ogni provenienza e anche italiane, è molto diffuso, segno che purtroppo la domanda di stupefacenti è forte dal nostro territorio».