Gianfilippo Centanni
Cronaca

Coronavirus a Cingoli, morto il dottor Francesco Foltrani

La città piange la sua sesta vittima, il medico di 67 anni è deceduto all'ospedale di Jesi

Francesco Foltrani

Francesco Foltrani

Cingoli (Macerata), 20 marzo 2020 - Ha destato unanime commozione, non soltanto a Cingoli, il decesso del dottor Francesco Foltrani, morto per coronavirus nelle prime ore del pomeriggio di ieri all’ospedale di Jesi, dove era ricoverato. Aveva compiuto 67 anni l’8 febbraio. Lascia la moglie Laura Petrini, la figlia Chiara e il figlio Marco. Laureandosi in medicina, aveva continuato la professione del padre, il dottor Aldo, indimenticabile medico di famiglia come il figlio che, molto stimato per la sua preparazione e apprezzato per le spiccate doti umane, svolgeva un intenso impegno nello studio nel centro medico cingolano dall’inizio dell’attività del complesso sanitario. Aveva esercitato regolarmente in ambulatorio ed effettuando visite, fino a una quindicina di giorni fa. Sembra, ma non si è accertato, che sia stato in contatto anche con qualche ospite della casa di riposo. Poi, sentendosi indisposto, in volontaria quarantena era rimasto a casa, in uno stato febbrile con tosse. Peggiorando le condizioni respiratorie, si è aggravato, finché sabato con l’ambulanza del 118 si è reso necessario il trasporto all’ospedale jesino.

Da una radioscopia è stato accertato che aveva contratto una polmonite. Sottoposto al tampone, era risultato positivo. Intubato, non si è più ripreso. A Cingoli è la sesta vittima da Covid-19. Veramente straordinaria la partecipazione al lutto che ha colpito non soltanto la famiglia Foltrani, ma l’intera comunità. Testimonia l’intensità del cordoglio il dottor Luigi Ippoliti, già amministratore comunale e vicesindaco, e collega del dottor Foltrani. «Ho perso un amico, veramente un grande amico, oltre che un impareggiabile compagno di lavoro. Nel 1964 – ricorda Ippoliti – è nato il centro medico con me, lui e altri due colleghi. Ma l’amicizia non è iniziata lì, ci siamo conosciuti da bambini: i nostri padri sono stati entrambi medici e grandi amici, dunque con Francesco abbiamo passato insieme una vita, dai giochi dell’infanzia alla professione che pensava di concludere prossimamente, andando in pensione». Il dottor Foltrani aveva una spiccata passione per la mountain bike. «Non certo da agonista – spiega Ippoliti –, tanto per tenersi in forma facendo pedalate in comitiva. E adesso piangiamo una grande persona. Come ha preso il coronavirus? Certamente sul lavoro, siamo sprovvisti di qualsiasi tipo di protezione. Ho vissuto i tempi della Sars nel 2003: c’era stata una sollecita dotazione di kit per tutti i medici, ma ora procurarsi una mascherina è diventata la lotteria».