Barbara Pojaghi, Giorgio Iacobone e Giancarlo Trapanese (foto Calavita)
Barbara Pojaghi, Giorgio Iacobone e Giancarlo Trapanese (foto Calavita)

Macerata, 12 maggio 2016 – Diciannove personaggi in cerca di autore: potrebbe essere questo il sottotitolo del nuovo libro di Giancarlo Trapanese, dal titolo «Chi mi ha ucciso?», presentato questo pomeriggio all’aula magna dell’università di Macerata. Aula piena per l’intervento dello scrittore e giornalista Rai, che non si è limitato ad una fredda lettura del romanzo, ma ha fatto intervenire attori e musicisti per movimentare e riscaldare l’atmosfera. «Si tratta di un romanzo – ha spiegato Trapanese – che tenta di andare oltre alla trama del giallo classico. È un caso di congetture alla Agatha Christie, ma i 19 personaggi invitati dal loro stesso Autore ad una sorta di cena con delitto capiranno ben presto di appartenere tutti non solo a luoghi diversi, ma anche ad epoche differenti. Il paradosso è presto spiegato: Einstein ci insegna che il tempo si curva. Quindi chi è in grado di dire cosa sia reale e possibile e cosa invece non lo sia?». «Ero a capo della mobile di Macerata – ha detto l’ex questore Giorgio Iacobone – quando Giancarlo lavorava qui come giornalista. Ci è capitato di collaborare insieme un po’ come i due protagonisti del libro, il maresciallo Luigi Braschi e il giornalista Giorgio Catanese. Questa volta Trapanese è riuscito a scomodare persino la fisica quantistica». «Uno scavo nella psicologia dei personaggi – ha concluso la docente Unimc Barbara Pojaghi – in cui Trapanese ci chiede di procedere con una mente libera e aperta, per capire rapporti e dialoghi che hanno bisogno di una risposta. E la risposta è virgiliana: omnia vincit amor. L’amore (inteso in senso filosofico) vince tutto».

Elisa Frare