Slot machine
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Macerata, 7 ottobre 2019 - Quasi mezzo miliardo di euro finito nel gioco d’azzardo nel 2018. Il dato sulla provincia di Macerata dell’Agenzia dogane e monopoli ha registrato a Civitanova, lungo l’arco dello scorso anno, il giocato maggiore, con oltre 173 milioni.

In totale, in provincia sono stati spesi 467, 25 milioni di euro, con una perdita netta per i giocatori di 103 milioni. Il centro costiero è seguito da Corridonia (43,8), Tolentino (37,6) e Macerata (34,7). Il tipo di gioco che ha fatto registrare gli importi maggiori è la Vlt, videolottery, evoluzione della slot machine che però permette all’importo della puntata singola di toccare i 10 euro. Alte spese anche nelle lotterie istantanee, cioè i classici gratta e vinci, nel Lotto e nelle Awp, nonostante nel comune di Macerata le classiche «macchinette», dal marzo dell’anno di riferimento, abbiano avuto uso limitato per via dell’ordinanza che vieta ai locali pubblici la loro accensione in determinate fasce orarie, mattutine e pomeridiane, nell’ottica del contrasto alla ludopatia. 

Più contenute, fra le varie tipologie di gioco d’azzardo, le cifre «investite» dai maceratesi nelle lotterie tradizionali, mentre le scommesse sportive continuano richiamare giocate, anche per via della possibilità di invertire live i pronostici fatti e rilanciare in diretta la propria scommessa con modalità virtuale.

Caso unico in provincia quello di Muccia dove, per via di una fortunata, milionaria vincita al Lotto dello scorso anno, i soldi incassati sono stati superiori al totale del giocato di 330mila euro. A Civitanova le tipologie d’azzardo che registrano il maggior volume d’affari sono le moderne videolottery, con un giocato di 104 milioni (più della metà della cifra giocata in totale nel comune), con a seguire le classiche Awp, che hanno modalità di gioco simile ma puntata massima minore (28 milioni giocati con una spesa di quasi 9 milioni) e il Bingo con 11 milioni giocati.

Nel capoluogo la fetta più consistente delle giocate riguarda gli Awp (poco più di dieci milioni), mentre il giro d’affari delle Vlt sfiora gli otto milioni di euro. Sei milioni sono stati «investiti» nel Lotto, 5,7 nelle lotterie istantanee. «La pubblicità dei giochi che prevedono vincite in denaro deve riportare in modo chiaramente visibile la percentuale di probabilità di vincita che il soggetto ha nel singolo gioco pubblicizzato.

Qualora la stessa percentuale non sia definibile, è indicata la percentuale storica per giochi similari», recita il comma 4 bis del del decreto legge del 13 settembre 2012 in materia di prevenzione alla ludopatia. Nel caso specifico le Vlt, che fanno forniscono il maggior dato di giocato (e speso) nei principali comuni e che registrano, nella sola Corridonia, un giocato di 23 milioni annui, hanno per legge una restituzione del giocato di almeno l’85%. Il rimanente 15% contribuisce, assieme alle decine di tipologie di gioco disponibili oggi (Betting exchange, Big, Bingo, Winforlife, scommesse a quota fissa, V7, lotterie telematiche, istantanee, virtuali e multiple e molte altre) a dare alla provincia una perdita totale di 103 milioni.