Sesso su internet (foto generica)
Sesso su internet (foto generica)

Macerata, 14 settembre 2019 - Ha appena 15 anni: va a casa di un’amica, una casa che frequenta spesso, quella di una famiglia qualsiasi. Una famiglia normale. Ma è un attimo e si ritrova coinvolto in una serie di rapporti sessuali con la mamma della sua amichetta, che ha 40 anni, rapporti consumati addirittura mentre il marito di lei sta dormendo nell’altra stanza. Tutto questo sarebbe accaduto in una casa della provincia di Macerata. I fatti risalgono a quattro anni fa: i protagonisti di questa torbida vicenda, ancora tutta da chiarire, sono una donna di 40 anni, sposata, del Maceratese, e un ragazzino, anche lui del Maceratese, che all’epoca dei fatti, avvenuti nel 2015, era ancora minorene. E ora la storia finisce in tribunale: è attesa per i primi di ottobre l’udienza preliminare. La 40enne è adesso indagata per violenza sessuale e detenzione di stupefacente (non ai fini di spaccio). 
 
Tutto è iniziato quattro anni fa: il ragazzino va a trovare la sua coetanea, amica di amici. Si intrattiene in quella casa, varie volte, finché a un certo punto inizierebbe ad avere rapporti sessuali. I rapporti sarebbero ripetuti, in molte occasioni, in un arco di tempo di sette, otto mesi. La relazione tra i due andrebbe avanti indisturbata, dentro casa, finché alla fine lui non confessa tutto alla propria mamma: non è sconvolto, ma sente il bisogno di sfogarsi, di tirare fuori quello che sta vivendo. La madre, sconvolta, va a denunciare il fatto. Il ragazzino tra l’altro fa riferimento anche a della marijuana, che sarebbe stata consumata in occasione di qualche incontro in casa della donna ora indagata. Con la denuncia scatta la perquisizione nell’abitazione della quarantenne: non si trovano però riscontri per quanto riguarda la sostanza stupefacente. Emergono invece alcunei messaggi inviati nelle chat tra la 40enne e il 15enne, messaggi scambiati sia su Messenger che su WhatsApp.
 
Dal tono e dal contenuto di questi messaggi, alcuni piuttosto espliciti, sarebbe evidente che i due possano aver consumato dei rapporti sessuali. In alcuni in particolare si parlerebbe di orge, consumate sempre in quella casa, che avrebbero coinvolto la 40enne ora indagata, lo stesso ragazzino e dei ragazzi appena un po’ più grandi di lui. Il tutto sarebbe avvenuto mentre in casa erano presenti il marito e la figlia della donna. Uno scenario a dir poco incredibile, a cui va aggiunto l’elemento droga: nelle chat si dice «Andiamo a comprare Maria», e altre frasi simili, che farebbero riferimento nemmeno tanto implicito alla marijuana. 


L’avvocato che difende la 40enne, però, fa notare che della sostanza stupefacente in questione non si è trovata traccia dalle perquisizioni effettuate dopo la denuncia, né all’interno dell’abitazione né altrove. La donna 40enne è assistita dall’avvocato Annarosa Belsanti. Ci sarà ora da chiarire quali fatti si siano effettivamente verificati in quella casa, e se effettivamente lì dentro si siano verificati uno o più reati. 

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