L’Auditorium del Centro mondiale della poesia e della cultura "G. Leopardi" ospiterà oggi con inizio alle 15.30 una serie di iniziative per onorare la figura del compositore recanatese Giuseppe Persiani (1799-1869) e lo spettacolo musicale. L’evento è curato dal Comune in collaborazione con la civica scuola di musica B. Gigli e col...

L’Auditorium del Centro mondiale della poesia e della cultura "G. Leopardi" ospiterà oggi con inizio alle 15.30 una serie di iniziative per onorare la figura del compositore recanatese Giuseppe Persiani (1799-1869) e lo spettacolo musicale. L’evento è curato dal Comune in collaborazione con la civica scuola di musica B. Gigli e col patrocinio dell’Università d’istruzione permanente di Recanati. Persiani, nato a Recanati, iniziò la sua carriera dirigendo l’orchestra del teatro della sua città, che dal 1898 porta il suo nome. Nel 1835 scrisse la sua opera più importante: Ines de Castro. Nel 1837 Persiani si trasferì definitivamente a Parigi con sua moglie, il celebre soprano Fanny Tacchinardi, dove morì e fu sepolto. Allo spettacolo intervengono Paola Ciarlantini (nella foto), direttore scientifico dell’iniziativa e docente al Conservatorio dell’Aquila, con importanti studi sul Persiani, Marco Moroni, Paolo Peretti e Vanessa Santilli. Spazio anche al celebre soprano Fanny Tacchinardi, moglie del compositore e prima Lucia di Lammermoor. Il concerto-spettacolo, presentato da Giulia Ciarlantini, prevede la partecipazione dei soprani Camilla Console (Accademia Lirica B. Gigli) e Vanessa Santilli, delle pianiste Caterina Perna e Sara Torquati, con esecuzione di musiche di Bellini, Donizetti, Persiani e Rossini, accanto a Mariella Rossini (voce narrante) e Norma Stramucci (voce recitante). Saranno letti passi di lettere concernenti i coniugi Persiani e verranno proiettati rari documenti inediti, provenienti da archivi europei. In occasione dell’evento verrà presentato il premio musicologico biennale intitolato a Giuseppe Persiani che ne ricorderà la figura in modo permanente nel mondo. Ingresso libero.

Antonio Tubaldi