L’assessore regionale Saltamartini tra Daniela Corsi e Sandro Parcaroli (foto Calavita)
L’assessore regionale Saltamartini tra Daniela Corsi e Sandro Parcaroli (foto Calavita)

Macerata, 11 aprile 2021 - "Siamo qui per assumerci la responsabilità di dire ai maceratesi che il nuovo ospedale cittadino sarà realizzato. Una struttura nuova, coerente con i bisogni della collettività, non sarà inferiore all’esistente, ma anzi che punti sull’alta specializzazione. Lo realizzeremo con un sistema di finanziamento tradizionale e con mutui che la Regione accenderà con la Cassa depositi e prestiti". L’assessore regionale alla sanità, Filippo Saltamartini, ieri ha fatto tappa a Macerata per ribadire, insieme al sindaco Sandro Parcaroli la volontà delle due amministrazioni di procedere con la realizzazione dell’ospedale, ma su una strada opposta rispetto a quella tracciata dalle precedenti amministrazioni di centrosinistra.

La Regione blocca l’ospedale unico

«Scordatevi la parola unico – ha incalzato il sindaco –, perché questo sarà il nuovo ospedale della città e vogliamo realizzarlo il prima possibile". Affiancato dai consiglieri regionali Anna Menghi e Renzo Marinelli, dal consigliere comunale Giordano Ripa e dalla direttrice dell’Area Vasta 3, Daniela Corsi, l’assessore Saltamartini ha ripercorso le tappe che avevano portato lo scorso anno all’approvazione di un progetto per l’ospedale che sarebbe dovuto sorgere alla Pieve di oltre 500 posti. Un progetto "approvato dal consiglio comunale il 10 dicembre 2018 e dalla giunta regionale il 27 dicembre 2018, nonostante fosse un’esigenza della comunità avvertita da anni", ha aggiunto Saltamartini, rimarcando come in realtà "fosse tutto un bluff" perché il progetto sarebbe stato insostenibile dal punto di vista economico.

"A fronte del costo iniziale dell’ospedale unico a servizio dell’Area Vasta, stimato in 203 milioni e affidato in gestione alla Regione fino al 2050, i costi finali, comprensivi di spese di gestione, indicati erano di 893 milioni – ha precisato Saltamartini –. Se, invece, l’opera fosse stata appaltata secondo i modelli tradizionali sarebbe costata 539 milioni. Queste cifre dimostrano come sarebbe un’utopia pensare di poter spendere quasi un milione solo Macerata, quando nel Piano sanitario c’erano progetti analoghi per Pesaro e San Benedetto. Quindi stiamo parlando di progetti, avanzati a un anno dalle elezioni, che non avevano alcuna possibilità, proprio per queste dimensioni finanziarie, di poter essere realizzati. Progetti miliardari, nemmeno validati dal Dipartimento per la programmazione economica del Consiglio dei ministri, né dai tecnici indicati dalla giunta regionale per valutare la congruità economica dell’opera".

Quindi sull’ospedale cittadino si ricomincia tutto da capo e, al momento, con poche certezze sui tempi. L’assessore Saltamartini, infatti, ha precisato che la prossima settimana porterà la revisione del piano socio-sanitario all’esame della giunta regionale, primo passo per valutare come dovranno essere realizzati i nuovi ospedali, ma sui tempi previsti per Macerata prima ha precisato "vogliamo farlo il prima possibile", salvo poi aggiungere che vorrebbe essere lui "a inaugurarlo".

Confermata, invece, l’area della Pieve "per cui ci sono delle trattative in corso", ha aggiunto il sindaco. Sulle caratteristiche della struttura, è stato detto che "avrà più posti letto di quella attuale (339 nel 2019, ndr) – ha concluso Saltamartini – e dovrà essere un’eccellenza per le acuzie, mentre si dovranno mettere in rete le funzionalità degli altri ospedali per quanto riguarda la diagnostica, perché non è pensabile che una persona debba per forza venire a Macerata per fare una Tac. Abbiamo fermato tutti i progetti di project financing, provvederemo a finanziarlo con i canali tradizionali e accendendo mutui con la Cassa depositi e prestiti".