Tullio Moneta
Tullio Moneta

Macerata, 25 ottobre 2015 – Dopo la guerriglia nella giungla del Congo, la recitazione in Sudafrica e a Hollywood e le missioni segrete alle Seychelles, come ci si può abituare a una tranquilla routine nella paciosa Macerata? Non si può. E infatti Tullio Moneta, 78 anni, invece di infilarsi le ciabatte e piazzarsi davanti alla televisione, ha ripreso in mano i libri e si è iscritto all’università. «Non quella della Terza età – precisa subito – che pure mi avevano proposto, ma quella vera, lingue e letterature straniere. Avevo sempre voluto farlo, ma ero troppo occupato. Ora invece ho una vita monotona, ho tempo e ho voglia di studiare: mi diverte, mi piace molto».

Moneta conferma il suo spirito vivace, che nella vita lo ha portato dentro mille avventure. Nato a Fiume nel 1937, a sette anni si trasferì con la famiglia a Macerata. Sportivo, campione di lancio del disco, grazie alla conoscenza di inglese e francese venne assunto da una compagnia di import export francese, e nel 1961 iniziò a lavorare in Sierra Leone. Dopo aver girato l’Africa occidentale, si spostò in Congo dove entrò in contatto con l’esercito mercenario di Mike Hoare, a Kishasa; serviva un interprete, e lui venne arruolato.

Finita questa esperienza nel 1967, si spostò in Sudafrica dove iniziò a lavorare nel cinema, partecipando a vari film d’azione e continuando comunque a svolgere attività di intelligence in Russia, nei Balcani, in Medio Oriente. «Avevo anche iniziato a studiare il russo, conoscevo circa duemila vocaboli, ma poi non l’ho più praticato e ora non lo ricordo più. Anche il francese ultimamente ho praticato poco, perché in Sudafrica la comunità francese è molto ridotta, però ho sempre letto in lingua originale Balzac, Maupassant, Voltaire, Camus, per tenermi in allenamento. Così all’università ho scelto inglese e francese. Temevo che le tasse fossero troppo costose, invece visto che ho un’invalidità ho avuto uno sconto fortissimo. E venerdì sono andato alla prima lezione».

L’impatto con il mondo universitario è stato più che positivo. «Ho incontrato ragazzi molto disponibili e gentili, mi hanno anche accompagnato quando ho chiesto informazioni. E la professoressa di inglese è una persona a cui piace discutere, fare domande, mi ha trattenuto un po’, dopo la prima lezione, per parlare con me». Senza bisogno di fare il test, visto che fino al 2013, quando è rientrato a Macerata, l’inglese è stata la sua lingua, Moneta è stato messo nel gruppo avanzato, «con una ventina di studenti, tra cui una decina di ragazze cinesi. Mi diverto davvero molto anche se voglio studiare sul serio. Da quanto ho visto, con alcuni esami non dovrei avere difficoltà, con gli altri vedremo».