Un uomo spala la neve davanti  alla scuola di Sforzacosta
Un uomo spala la neve davanti alla scuola di Sforzacosta

Macerata, 3 gennaio 2018 - "Arriva il freddo, ma non c’è niente di strano, visto che siamo in inverno». Redo Fusari, storico climatologo dell’Osservatorio geofisico di Macerata, invita a guardare senza troppo stupore a eventi atmosferici propri della stagione. «Le temperature – prosegue – si sono già abbassate e continueranno a farlo ancora almeno fino a venerdì (domani, ndr) mattina. Le nevicate saranno anche a bassa quota in particolare a partire da domani (oggi, ndr) pomeriggio, ma dovrebbero essere deboli, comunque più diffuse nella mattinata di venerdì».

Di sicuro la colonnina di mercurio scenderà notevolmente. «Nelle aree dell’entroterra e in montagna si potrà arrivare anche a –8/–10 gradi – sottolinea Fusari –, mentre nel resto del territorio provinciale le minime saranno attorno allo zero o poco al di sotto». Tutta colpa di correnti provenienti da nord che si incuneano nel corridoio che si forza lungo la fascia orientale del Paese, non incontrando l’ostacolo delle correnti atlantiche spinte più in alto dall’alta pressione centrata sulla Francia.

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«La situazione migliorerà nel weekend, ma il tempo resterà molto incerto anche nella prossima settimana», afferma Fusari. Difficile fare previsioni precise per tempi più lunghi. Oggi, comunque, l’Osservatorio prevede cielo irregolarmente nuvoloso e temporanee schiarite. In serata ci saranno deboli precipitazioni piovose e nevose fino a quote collinari con temperature in diminuzione.

Per domani mattina è previsto cielo irregolarmente nuvoloso, associato a precipitazioni sparse prevalentemente nevose anche a basse quote, con temperature medie su livelli intorno o al di sotto dello zero. Sabato il cielo sarà irregolarmente nuvoloso e con scarse probabilità di sporadiche precipitazioni e temperature in lieve ripresa. Dopo un Natale e un Capodanno all’insegna del bel tempo, insomma, arriva l’inverno vero e proprio. «Proprio il relativo caldo che ha caratterizzato i mesi di novembre e dicembre dovrebbe invece stupirci», sottolinea Fusari.

«Di norma – conclude Fusari – quello di novembre è uno dei mesi più piovosi dell’anno: nel 2018 le precipitazioni non hanno raggiunto neanche la metà della quantità normalmente attesa. Ed anche dicembre è stato un mese piuttosto avaro. Mi rendo conto che dirlo adesso può suonare strano, ma se non ci saranno precipitazioni nei prossimi mesi, o se ce ne saranno in quantità modeste, il rischio di una riduzione delle riserve idriche in provincia è molto concreto, con possibili seri problemi, in particolare nella stagione estiva. Frutto dei mutamenti climatici connessi alla tendenza al riscaldamento del pianeta».