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13 mag 2022

Addio ad Adriano Grosoli, ambasciatore del Balsamico

Spilamberto, aveva 93 anni. Insieme a Fini, Giusti e Federzoni creò il mito dell’oro nero, contribuendo a trasformare un’attività artigianale in una produzione industriale ad alto livello

Adriano Grosoli in una foto scattate insieme alla famiglia
Adriano Grosoli in una foto scattate insieme alla famiglia
Adriano Grosoli in una foto scattate insieme alla famiglia

Spilamberto, e tutta la grande grande famiglia dell’aceto balsamico di Modena, piangono la scomparsa di Adriano Grosoli, avvenuta ieri pomeriggio dopo una breve malattia. Grosoli, che aveva 93 anni, era l’unico rimasto in vita dei quattro imprenditori modenesi che, nella seconda metà del Novecento, hanno creato il mito dell’"oro nero di Modena" (gli altri erano Giorgio Fini, Giuseppe Giusti ed Elio Federzoni). Quando l’aceto balsamico di Modena era solo un "affare di famiglia", lui e gli altri tre riuscirono infatti a trasformare l’oro nero della food valley emiliana in un’eccellenza del made in Italy, guidando il passaggio dell’aceto balsamico da una dimensione domestica al mondo dell’industria, e portandone il nome sui mercati esteri attraverso fiere in Europa e negli Stati Uniti.

La figlia Mariangela, presidente dell’azienda e del Consorzio dell’aceto balsamico di Modena Igp, a cui da alcuni anni papà Adriano ha ceduto il timone dell’attività, commenta: "Ci ha lasciati il nostro Adriano, un grande papà e un tenero nonno. Il suo esempio di amore per la famiglia, di passione per il lavoro, di stima e rispetto per i suoi collaboratori, ci accompagnerà per sempre". Quello di Adriano Grosoli è un esempio di imprenditoria d’altri tempi: classe ’29, viene chiamato a causa della guerra a occuparsi dell’attività di famiglia, iniziata nel 1891 dal nonno Adriano e insignita della medaglia d’oro all’Expo di Genova nel 1927, che comprendeva principalmente la lavorazione del maiale, la gestione della trattoria a San Donnino e della bottega di prodotti tipici modenesi, in primis il balsamico. È proprio su questo prodotto, fino a quel momento legato appunto a una dimensione esclusivamente familiare, che Grosoli decide di puntare, in concomitanza con l’apertura dei primi supermercati nazionali. Nel 1965, in occasione del riassetto normativo del settore aceti, è tra i promotori della richiesta di riconoscimento e regolamentazione del prodotto, avviando le procedure per ottenere la licenza ministeriale per la produzione di Aceto Balsamico di Modena, che otterrà nel 1974. Poi, nel 1993 è tra i fondatori del Consorzio. E mentre promuove l’oro nero anche all’estero, con frequenti trasferte oltreoceano, esporta il suo amore per la città e la sua storia, tanto da avere finanziato anche il restauro del dipinto di Velazquez raffigurante Francesco I d’Este.

Il sindaco di Spilamberto, Umberto Costantini, ha aggiunto: "Sia personalmente come Umberto, sia come rappresentante della comunità di Spilamberto, esprimo le mie condoglianze alla famiglia Grosoli. Adriano ha dedicato la sua vita a un bene prezioso a cui teniamo molto a Spilamberto, com’è l’aceto Balsamico di Modena. L’ha fatto con lungimiranza facendosi ambasciatore nel mondo di capacità e bellezza, grazie anche alla scelta innovativa di legare il prodotto alla sua storia, con il quadro di Velazquez che ritrae il Duca Francesco I e accompagna le sue bottigliette ovunque nel mondo, rendendoci da sempre orgogliosi di quel made in San Vito di Spilamberto presente sull’etichetta". I funerali avranno luogo domani alle 11 alla parrocchia di San Donnino Nizzola.

Marco Pederzoli

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