La presentazione del bilancio della Fondazione, è stata per il presidente uscente Cavicchioli l’occasione per affrontare una delle questioni più complesse e calde del suo mandato: la riqualificazione del complesso Sant’Agostino. Se da una parte infatti il progetto culturale di ‘Ago’ sta decollando, dall’altra i cantieri veri e propri ancora non si vedono. E forse per la prima volta Cavicchioli ha lasciato da...

La presentazione del bilancio della Fondazione, è stata per il presidente uscente Cavicchioli l’occasione per affrontare una delle questioni più complesse e calde del suo mandato: la riqualificazione del complesso Sant’Agostino. Se da una parte infatti il progetto culturale di ‘Ago’ sta decollando, dall’altra i cantieri veri e propri ancora non si vedono. E forse per la prima volta Cavicchioli ha lasciato da parte la sua proverbiale diplomazia per ammettere le difficoltà incontrate con la Soprintendenza. «Prima di tutto - spiega il presidente - siamo intenzionati a procedere per lotti, in modo da mettere in sicurezza e fare partire l’iter architettonico. Lo scorso 2 agosto abbiamo consegnato il progetto esecutivo per partire coi Musei universitari nella porzione demaniale affacciata su viale Berengario. Stiamo aspettando ancora una risposta e speriamo arrivi presto per potere finalmente procedere in parallelo con la parte culturale avviata con ‘Ago’. Per noi questo è un percorso di croce e delizia. In questi quattro anni - prosegue Cavicchioli - abbiamo avuto modo di conoscere tre soprintendenti. Non essendoci in questo Paese un principio di continuità dell’azione amministrativa, ci siamo ritrovati ogni volta a ripartire daccapo. Con lo scorporo in lotti, ci aspettiamo di potere attuare la parte architettonica del Polo Sant’Agostino con dimensioni progettuali più ridotte rispetto al disegno di Gae Aulenti. Cercheremo poi di accogliere e risolvere le osservazioni della Soprintendenza sulle demolizioni nell’area dell’ex ospedale pediatrico su via Ramazzini». Cavicchioli ammette che in questi anni «abbiamo vissuto una situazione po’ pirandelliana, con un piano architettonico prima approvato da un soprintendente, poi però rivisto dal successivo con evidenti cambi di orientamento». Nota positiva è Ago «che sta vedendo partire diversi progetti con Università, Galleria Estense e Comune. L’apertura al pubblico degli spazi dell’ex ospedale ha creato grande interesse nei modenesi, tanto che già in 20mila sono passati per assistere alle varie iniziative».

vi.ma.