Modena, 6 febbraio 2019 - Con ogni probabilità è stata uccisa altrove e poi il suo corpo è stato dato alle famme nell'auto trovata questa mattina in via Cavazza (VIDEO). Questa è la prima ricostruzione degli investigatori che stanno indagando sull'omicidio della donna marocchina di 38 anni, di professione badante e da anni residente in città.

Il cadavere carbonizzato era sui sedili posteriori di un’auto della Nissan Juke a lei intestata: secondo gli operai, l'auto, alle 11.30, non era ancora stata portata all'interno del cantiere. Il procuratore capo Lucia Musti, giunta sul posto, ha da subito sgomberato il campo da incertezze: la procura di Modena “procede per omicidio volontario" (FOTO). Per ora a carico di ignoti.

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Le condizioni del corpo non consentono, per ora, di stabilire in che modo la vittima sia stata uccisa: per avere più chiarezza si attendono i risultati degli esami. "Ma proprio dalle condizioni del corpo abbiamo potuto stabilire che si è trattato di un omicidio e non di un suicidio. Confermo che al corpo è stato dato fuoco – ha spiegato Musti -, ma le fiamme non sono uscite dall'auto per mancanza di ossigeno. Era chiusa bene all'interno". 

La squadra mobile della polizia di Stato, che indaga coordinata dal pubblico ministero Luca Guerzoni, in serata ha convocato in questura il marito della donna. Non si sa quale sia per il momento la posizione dell'uomo, anche se il procuratore capo ha ribadito direttamente in via Cavazza, che "non abbiamo fermato nessuno".