Giacinto Corona non trova lavoro. "Sono troppo qualificato, dicono"
Giacinto Corona non trova lavoro. "Sono troppo qualificato, dicono"

Modena, 4 gennaio 2019 - Troppo qualificato per lavorare. Giacinto Corona, 45 anni, possiede quattro lauree ma è disoccupato; ogni qualvolta viene chiamato ad un colloquio di lavoro si sente rispondere che il suo profilo è troppo alto per il posto in questione. Una situazione surreale che, con due figli di 17 e 5 anni da mantenere, lo sta mettendo in serie difficoltà. Corona, in realtà, di cognome fa Canzona e in passato è stato più volte additato come "costruttore di bufale". Una fama che, a quanto pare, sta pagando caro. "Ho fatto degli errori - ha dichiarato alcuni mesi fa a una rivista - ma una seconda chance si dovrebbe concedere a tutti". Ora Canzona racconta il difficile momento che, anche a causa dei suoi errori, sta vivendo e il paradosso di ritrovarsi "troppo qualificato per lavori 'di basso profilo'". 

Giacinto lei quante lauree ha?

«Quattro, in giurisprudenza, in scienze politiche in lettere e in psicologia. Dai 20 ai 30 anni mi sono dedicato soprattutto allo studio ma in Italia questo, contrariamente ad altri paesi della comunità europea, è un demerito».

In che senso?

«Nel senso che avere più titoli di studio e non essere più giovanissimo mi porta a non riuscire a collocarmi nel mondo del lavoro. Oggi avere una laurea in giurisprudenza è come avere un diploma di maturità classica che fra l’altro io ho. Dà una cultura vasta e una capacita’ dialettica elaborata però a livello lavorativo dà poco».

Lei che lavoro sta cercando?

«Io sto cercando qualunque lavoro, ho fatto colloqui come magazziniere, come commesso, sono disposto ad ogni tipo di occupazione perché penso che il lavoro nobiliti la persona, dia dignità alla famiglia. Sono iscritto ad un ufficio di collocamento. Mi è capitato di presentarmi per lavori di cosiddetto ‘basso profilo’ e mi sono sentito rispondere che ero troppo qualificato per fare un lavoro del genere. C’è stato il paradosso di dovere presentare curricula dove ho omesso alcuni dei miei titoli di studio».

Cosa le dicono esattamente?

«In modo garbato e diplomatico mi dicono che non è il profilo che cercano e che devo aspirare a qualcosa di più, che non è il lavoro adatto a me. E’ chiaro che le aziende per determinate posizioni tendono a non assumere persone qualificate perché dovrebbero inquadrarle con mansioni e stipendi più elevati».

Lei ha una pensione di invalidità civile..

«Nel 2015 mi è stata diagnosticata una malattia del sangue, ho un’invalidità civile al 60 per cento ma nella diagnosi funzionale emessa dall’Inps è scritto nero su bianco che posso fare qualsiasi tipo di lavoro anche manuale senza limitazioni».

Ma in passato ha fatto dei lavori in linea con i suoi titoli di studio?

«Sì in passato ho lavorato presso studi notarili o da avvocati ma sempre in nero, nessuno, come spesso accade in Italia, si è mai preso l’onere dell’assunzione, ho fatto anche diverse supplenze a scuola ma sempre con l’angoscia del precariato».

Ora come vive?

«Con la pensione di invalidità di 298 euro al mese senza tredicesima e grazie all’aiuto della mia famiglia. Si parla tanto di reddito di cittadinanza e se dovesse passare la legge ne avrei pienamente diritto ma non è quello che voglio; non voglio l’elemosina dello Stato, ma un posto di lavoro qualsiasi che offra dignità alla mia persona ed alla mia famiglia».