VALENTINA REGGIANI
Cronaca

Maranello, circonvenzione di incapace: rinviati a giudizio

Due lavoratori hanno estorto denaro per 10mila euro a un disabile formiginese.

Circonvenzione di incapace, rinviati a giudizio

Circonvenzione di incapace, rinviati a giudizio

Maranello, 25 giugno 2024 – Avevano capito che quel collega era un po’ più ‘ingenuo’ degli altri. Proprio per questo avrebbero dovuto aiutarlo invece, secondo le accuse, si sarebbero approfittati di lui, delle sue fragilità per estorcergli facilmente denaro: diecimila euro. Sono stati rinviati ieri a giudizio per il reato di circonvenzione di incapace in concorso due lavoratori di 30 e 55 anni di Maranello.

La presunta vittima è un giovane 30enne con un deficit cognitivo e residente a Formigine. L’udienza, per i due imputati, è fissata per maggio del prossimo anno. Tutto ruota attorno a Maranello dove i tre, presunta vittima e malfattori, lavoravano all’interno di una cooperativa. In base a quanto accertato dagli inquirenti gli imputati, lo scorso anno, intuendo di poter ‘raggirare’ con facilità il collega’, (le fragilità del 30enne sono confermate da una perizia medico legale), avevano iniziato ad avvicinarlo, a farselo amico, proponendogli di uscire insieme e fingendosi interessati al suo lavoro, alla sua vita.

Sempre da quanto emerso dalle indagini, gli imputati avevano così iniziato ad invitarlo a pranzo oppure agli aperitivi, al termine dell’orario di lavoro ma, proprio in quei contesti, con una scusa o con l’altra avevano iniziato a trattarlo come ‘bancomat’.

Ad ogni uscita, infatti, la presunta vittima sarebbe stata esortata ad effettuare prelievi (tutti documentati nei pressi della sede di lavoro dei due) per poi consegnare a coloro che si fingevano amici cifre sempre un po’ più alte.

La situazione si sarebbe protratta per mesi; a partire dall’inizio dello scorso anno a qualche mese fa ma quando le richieste economiche sono aumentate, passando da occasionali a routinarie, il fratello della presunta vittima avrebbe notato gli ammanchi importanti sul suo conto corrente. Si parla di circa diecimila euro che gli imputati si sarebbero via via atti consegnare. ‘Interrogato’ su quel conto corrente prosciugato, il 30enne si era poi confidato con il fratello e, mortificato, aveva spiegato che i prelievi erano volti a consegnare i contanti ai colleghi.

Nei confronti dei due è quindi scattata la denuncia e ieri entrambi sono stati rinviati a giudizio per circonvenzione di incapace in concorso.