L’ex assessore comunale all’Urbanistica Daniele Sitta
L’ex assessore comunale all’Urbanistica Daniele Sitta
«Estendere il servizio della ferrovia Modena-Sassuolo anche alla tratta tra Modena e Cittanova? Una pura follia!» Così l’ex assessore all’Urbanistica Daniele Sitta interviene nel dibattito sul potenziamento del ‘Gigetto’. «Ho sempre sostenuto – dice Sitta – che le tratte della Modena-Sassuolo e della ex ferrovia tra Modena e Cittanova vanno conservate, ma sopra ci va messo un metrò o ancor meglio (togliendo i binari) un filobus». Sitta spiega perché. «La ferrovia Modena-Sassuolo ha 11 fermate e quindi 10 tratte su 19,4 chilometri di percorso. Il che vuol dire che il treno fa mediamente , tra una fermata e l’altra solo 1,9 chilometri. Non fa in tempo ad accelerare...

«Estendere il servizio della ferrovia Modena-Sassuolo anche alla tratta tra Modena e Cittanova? Una pura follia!» Così l’ex assessore all’Urbanistica Daniele Sitta interviene nel dibattito sul potenziamento del ‘Gigetto’. «Ho sempre sostenuto – dice Sitta – che le tratte della Modena-Sassuolo e della ex ferrovia tra Modena e Cittanova vanno conservate, ma sopra ci va messo un metrò o ancor meglio (togliendo i binari) un filobus». Sitta spiega perché. «La ferrovia Modena-Sassuolo ha 11 fermate e quindi 10 tratte su 19,4 chilometri di percorso. Il che vuol dire che il treno fa mediamente , tra una fermata e l’altra solo 1,9 chilometri. Non fa in tempo ad accelerare che deve già frenare. Dal punto di vista di un esercizio ferroviario è una pura bestialità. La velocità media attuale è di 33,3 chilometri, visto che il treno impiega 35 minuti a percorrere 19,4 chilometri. Un filobus inquina zero, come il treno, ed è molto più silenzioso. Non è vero, infatti, che il treno sia completamente silenzioso, basta chiederlo a chi abita nelle vicinanze delle rotaie e ancora di più a chi abita vicino ai passaggi a livello. Il filobus – continua – avrebbe la stessa velocità di percorrenza della tratta del treno. Il problema vero, però, è il servizio e cioè la frequenza delle corse, perché è su questo punto che si gioca la capacità di attrazione di un trasporto pubblico e il suo utilizzo da parte degli utenti. L’attuale servizio è trasportisticamente un disastro – sbotta l’ex assessore – Nei 5 giorni lavorativi del servizio invernale (in quello estivo si riducono) ha 27 corse al giorno (ogni mezz’ora nei momenti di punta e addirittura ogni ora negli orari di ‘morbida’). Un servizio con frequenze inaccettabili. Al sabato le corse si riducono addirittura a 19 e quindi il servizio si riduce ulteriormente del 30%, per poi arrivare alla domenica dove le corse sono 3 in tutto. Se si pensa che le principali linee urbane di Modena, sulle quali si è sempre puntato per far crescere gli utenti sono state portate, con grandi sacrifici economici, a frequenze di 10 minuti, perché lo si ritiene il tempo di attesa massimo per considerare un trasporto pubblico efficiente e appetibile a tutte le categorie, capiamo subito come quella tratta con tempi di attesa biblici non potrà mai funzionare. E quindi la prima cosa che dovrebbero chiedersi i tecnici e i politici di quella linea dovrebbe essere: ‘come facciamo ad aumentare le corse?’ Per inciso, se aumentano le corse, aumentano di pari passo i problemi viari a causa dei passaggi a livello. La domanda non se la fanno perché hanno già la risposta: non ci sono i soldi. E allora se l’unica maniera per aumentare le corse è mettere su quella tratta un servizio che costa enormemente meno, perché non farlo? Il servizio ferroviario costa tre volte tante un sevizio fatto con filobus. Quindi con le stesse risorse si potrebbero immediatamente almeno raddoppiare le corse tra Modena e Sassuolo e sicuramente aumenterebbero i passeggeri». Sitta chiude parlando dei sottopassi che dovrebbero sostituire i passaggi a livello. «Nella tratta che va dalla Stazione piccola fino a Via Panni è pressoché impossibile realizzarli ( a parte Via Panni). L’unica soluzione, già studiata a suo tempo, sarebbe l’interramento della linea in quel tratto con costi spaventosi. A meno che, anche in questo caso, non si faccia una linea filoviaria...»