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25 mar 2022

Il sindaco: "Ci lasciamo alle spalle le restrizioni"

"La road-map per la completa riapertura del Paese decisa dal Governo ha trovato Modena non solo coerente, ma addirittura in anticipo. Da tempo siamo al lavoro sulle riaperture in sicurezza di eventi e celebrazioni nel rispetto di regole e norme; dal dicembre scorso la città si è messa nelle condizioni di non perdere alcuna opportunità in campo economico e sociale – ha detto il sindaco Gian Carlo Muzzarelli in consiglio comunale – Si entra in un’altra fase, per lasciare alle spalle tutte le restrizioni dovute alla pandemia, con due obiettivi principali: riaprire l’economia e limitare l’esperienza della didattica a distanza, come ha spiegato il premier Draghi. A fronte di un aumento dei contagi non segue infatti un’analoga accelerazione nell’occupazione dei posti in ospedale; grazie alla campagna di vaccinazione di massa non c’è cioè più proporzionalità diretta tra contagi e ospedalizzazioni. Dal 1 aprile cessa lo stato di emergenza; termina l’obbligo di super green pass sui luoghi di lavoro per gli over 50 e di green pass su bus e mezzi di trasporto pubblico locale dove resta obbligatorio fino al 30 aprile l’uso della mascherina, "il che non significa che non si possa indossarla visto che il virus non sparisce nel nulla, nessun virus lo fa. Con la fine dello stato di emergenza il nostro Paese non è fuori dalla pandemia, ma entra in una fase di gestione diversa".

Sul fronte sanitario "dobbiamo guardare alle prossime settimane con pragmatismo e responsabilità, ma anche con fiducia: il 2022, grazie al vaccino, deve essere un anno diverso dai due precedenti", ha osservato il sindaco senza nascondere però le preoccupazioni sul fronte economico.

“In questo primo trimestre del 2022 si sono sommati solo macro-elementi negativi: la coda della quarta ondata Covid, l’esplosione sui mercati di costi energetici e delle materie prime, la guerra tra Russia e Ucraina con le sanzioni economiche decise dall’Europa e dall’occidente. Non ci sono ancora i numeri ufficiali del Def, ma è certo un calo netto della previsione di crescita e se la guerra proseguirà il ribasso potrebbe continuare".

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