Un ausiliario del traffico controlla le auto in sosta
Un ausiliario del traffico controlla le auto in sosta

Modena, 28 settembre 2015 - LA REGOLA è ormai in vigore da due anni: se paghi la multa entro 5 giorni dalla data di contestazione o notificazione del verbale puoi usufruire di una riduzione dell’importo del 30 per cento. Una novità che da un lato convince sempre più persone a ‘onorare’ le sanzioni prese e dall’altra dà maggiori garanzie di riscossione al Comune.

A Modena il sistema è oliato e funziona alla perfezione: si può saldare con bollettino postale, carta di credito, ma anche tramite bonifico bancario. Ed è proprio quest’ultima soluzione che sta creando non pochi grattacapi a un nutrito numero di modenesi. Non sono rari, infatti, gli automobilisti che si vedono recapitare a casa la richiesta di integrazione dell’importo perché avrebbero pagato la multa oltre i 5 giorni prestabiliti. Puntuale la verifica da parte del (presunto) guidatore ‘sbadato’ e, altrettanto puntuale, la conferma di avere saldato regolarmente, rispettando il range temporale stabilito per legge.

Il problema? E’ nella data di inserimento del bonifico on line, nonché della valuta, ovvero i giorni che fanno fede nel calcolo del periodo in cui è possibile risparmiare sull’importo complessivo. Dov’è allora il corto circuito che fa stabilire all’ufficio riscossioni il pagamento in ritardo?

Serve una telefonata al comando di via Galilei con bonifico alla mano per svelare il mistero: dopo le dovute verifiche, l’operatore della municipale ribadirà la correttezza del sollecito, in quanto l’importo in forma ridotta risulta accreditato un paio di giorni oltre il termine stabilito. Basta però spiegare di avere la riba con valuta ‘in regola’ per scoprire che è stato erroneamente considerato il giorno di accredito sul conto della municipale e non la data dell’operazione, unica che fa fede nel conteggio.

La ‘beffa’ riguarda, in particolare, chi salda la multa a ridosso della scadenza: il bonifico, infatti, impiega circa 48 ore per arrivare al destinatario ed è probabile che quest’ultimo (la municipale) lo veda in ritardo. «Ci mandi un fax con la copia del bonifico», la risposta conciliante che scongiura il pagamento non dovuto. Certo, un bello spreco di tempo sia per l’automobilista, costretto a fare un fax che non gli spetterebbe, che per la municipale, obbligata a stracciare il sollecito. E una domanda sporge spontanea: non basterebbe verificare correttamente la valuta per evitare comunicazioni errate e fastidiose?