La palazzina di via Quattro Passi a Formigine, teatro della tragedia
La palazzina di via Quattro Passi a Formigine, teatro della tragedia

Formigine (Modena), 4 marzo 2019 - Non poteva sopportare l'idea della separazione dalla moglie e così uccise a coltellate la figlioletta Erica di appena 8 anni e si tolse la vita. La tragedia familiare avvenne il 17 gennaio 2008 a Formigine, protagonista Antonio Bove. Ora la mamma della bambina e vedova di Bove ha ottenuto dal giudice di Roma un indennizzo di 8mila 200 euro in base alla direttiva europea del 2004 in favore delle vittime dei reati violenti.

Per il legale della donna, Claudio Defilippi, del Foro di Milano, si tratta di una “quantificazione errata e incostituzionale”. Da qui il ricorso in appello e alla Corte europea dei diritti umani di Strasburgo.

Le sette coltellate mortali alla figlioletta Erica di sette anni e mezzo, e quella che poi si è sferrato alladdome per porre fine ai suoi giorni  non trovano alcuna spiegazione. Tutta Formigine rimase sotto choc per l'omicidio-suicidio che ha preso forma nella palazzina di via Quattro Passi, dove Bove, all'epoca dei fatti 37enne operaio della Ferrari a Maranello, abitava ancora con la moglie, Antonella Ferrone, e la figlia.

Una tragedia portata alla luce solo nel pomeriggio di quel maledetto 17 gennaio 2008, quando la moglie è tornata casa ed è stato necessario abbattere la porta dell'appartamento. La donna è stata poi ricoverata, in stato di choc, all'ospedale di Sassuolo. Solo il pomeriggio successivo è stato possibile dimetterla. "Perché l'ha fatto?" ha continuato a urlare, straziata da un dolore immane. Antonio e Antonella si erano trasferiti nove anni prima a Formigine dalla Puglia, impiegandosi entrambi nella grande azienda emiliana.

Una coppia che aveva iniziato ad entrare in crisi negli ultimi tempi, fino a una separazione ormai alle porte. Antonio voleva salvare il rapporto, e anche per non turbare la piccola Erica la coppia continuava a vivere insieme. "Cercavamo di aiutarlo, di dirgli che avrebbe dovuto farsene una ragione", dicono ora i colleghi delloperaio. L'avvicinarsi della separazione aveva innescato in lui ingiustificati accessi di gelosia verso la moglie. Reazioni degenerate in liti furibonde, tanto da preoccupare anche i vicini di casa. Ma non era possibile immaginare che Bove si sarebbe potuto abbandonare a tale, definitiva violenza.