Domani sera alle 20.30 si terrà l’incontro di presentazione del libro ‘Pillole di Musica’, scritto da Massimo Carpegna in collaborazione con Kateryna Makhnyk, all’Auditorium Ghiaurov (in via Selmi 81, a Modena). L’incontro, a ingresso libero, sarà accompagnato da intervalli musicali per pianoforte a quattro mani con musiche di Schubert, eseguite da Lisa Redorici (foto) e Massimo...

Domani sera alle 20.30 si terrà l’incontro di presentazione del libro ‘Pillole di Musica’, scritto da Massimo Carpegna in collaborazione con Kateryna Makhnyk, all’Auditorium Ghiaurov (in via Selmi 81, a Modena). L’incontro, a ingresso libero, sarà accompagnato da intervalli musicali per pianoforte a quattro mani con musiche di Schubert, eseguite da Lisa Redorici (foto) e Massimo Modugno. ‘Pillole di Musica’ raccoglie l’insieme di articoli riguardanti la vita, aneddoti e curiosità, dei più famosi compositori ed esecutori della storia della musica. Gli articoli del maestro Massimo Carpegna sono nati con l’obiettivo d’incuriosire il pubblico sui compositori e le loro opere con un approccio divulgativo e comprensivo anche di aneddoti, aspetti della personalità, fino ad arrivare, per alcuni, ai piatti preferiti o le ricette che inventarono o furono create per loro. Ne esce un quadro molto variegato, che offre un’immagine di questi compositori trasversale, con accenti sulla vita quotidiana che li illumina con una luce molto umana. Si vede, per esempio, Haydn impegnato in una minuziosa contabilità delle sue entrate, o scopriamo che Rossini aveva una passione fenomenale per la cucina, e il suo ingrediente preferito era il tartufo. Si scoprono lati un po’ ruvidi e pragmatici di Verdi che, nel rispondere a un giornalista che aveva l’intenzione di creare un libro biografico su di lui, rispose: "Tutto quello che avevo da dire l’ho scritto in musica nelle mie opere, se lei non l’ha capito vuol dire che allora ho fallito". "Ci sono articoli più divertenti o altri più delicati – spiega Carpegna – come quello sul rapporto tra musica e Massoneria. Per me è stato curioso scoprire che la maggior parte dei compositori di cui ho scritto erano inseriti nella Massoneria. Altro argomento delicato è quando ho parlato di Ottorino Respighi, e prima ancora di Giacomo Puccini e Pietro Mascagni, che hanno operato durante il ventennio fascista".