Il candidato nella lista ’La Torre’ e segretario provinciale dei Gd Matteo Manni
Il candidato nella lista ’La Torre’ e segretario provinciale dei Gd Matteo Manni
Con questa tornata elettorale, si chiude definitivamente un capitolo della politica pavullese: la lista ‘La Torre’ di centrosinistra non si ripresenterà alle prossime amministrative. Dopo 15 ininterrotti anni sui banchi del Consiglio comunale (ovvero dalle elezioni del 2006, le prime con doppio turno e coalizioni), la lista è clamorosamente rimasta a bocca asciutta di seggi, a meno che in futuro Graziano Pattuzzi non lasci il posto a Susan Baraccani. Ma il risultato...

Con questa tornata elettorale, si chiude definitivamente un capitolo della politica pavullese: la lista ‘La Torre’ di centrosinistra non si ripresenterà alle prossime amministrative. Dopo 15 ininterrotti anni sui banchi del Consiglio comunale (ovvero dalle elezioni del 2006, le prime con doppio turno e coalizioni), la lista è clamorosamente rimasta a bocca asciutta di seggi, a meno che in futuro Graziano Pattuzzi non lasci il posto a Susan Baraccani. Ma il risultato assoluto – ben inferiore alle aspettative – ha portato alla decisione più drastica. "Il simbolo de ‘La Torre’ ha svolto la sua funzione ed è arrivato al termine – annuncia il candidato nella lista e segretario provinciale dei Gd Matteo Manni – deve perciò essere messo da parte. Bisognerà prendere in considerazione l’ipotesi di presentarsi direttamente con il Pd, anche perché in tutti i casi si viene identificati come tale: secondo molti, mostrare coraggio ripagherà".

Ma cosa ha portato la storica lista al declino, risultando perfino seconda all’interno della sua stessa coalizione? "Molti avranno pensato di votare la civica ‘Pattuzzi Sindaco’ per sostenere Graziano", suppone Manni. Diversi i punti di domanda dopo l’amara sconfitta al primo turno, soprattutto quando in tutta Italia il centrosinistra è andato molto bene. Manni indica dunque i ‘paletti’ dai quali ripartire: "Rinnovamento e unità. Ho sentito gente delusa per la divisione con Scaruffi, persone che avevano fiducia in noi ma hanno rivisto fare errori passati; tra 5 anni va evitato lo stesso scenario per la terza volta.

Guardiamo i risultati dalle altre parti: l’unità ha pagato, crea fiducia nei propri elettori perché si evita di sembrare rancorosi ed eccessivamente legati ai nomi. Quanto al rinnovamento, nella nostra lista la gran parte dei candidati erano nuovi, purtroppo non è passata agli elettori la novità della squadra. Ma un gruppo nuovo, pronto a lavorare, ora c’è e al contempo vi è necessità di un ricambio nei posti dove si prendono le decisioni. Voglio essere chiaro – specifica il segretario dei Gd – con rinnovamento non intendo ‘rottamazione’, ma nel Pd attuale c’è la volontà e lo spirito di lasciare spazio ad una generazione nuova sull’esempio di anni e anni fa La sfida, adesso, è lasciarsi alle spalle il passato, ripartire e ricostruire un gruppo coeso che inglobi il Pd e tutto il centrosinistra, compreso Scaruffi".

Riccardo Pugliese