Luciana Lamorgese, ministra dell'Interno
Luciana Lamorgese, ministra dell'Interno

Padova, 23 ottobre 2021 - A Trieste "da una parte c'erano i portuali, che volevano lavorare e volevano entrare nel porto; dall'altra parte c'erano alcuni antagonisti, frange che erano arrivate da varie parti d'Italia e anche da fuori Italia, che volevano fare di questa guerra del Green pass una guerra di carattere nazionale". Lo ha affermato la ministra dell'Interno, Luciana Lamorgese, intervenendo in videoconferenza all'incontro dell'associazione Padova Legge, nel capoluogo euganeo, a cui ha partecipato, in presenza, anche la ministra della Giustizia Marta Cartabia.
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"A quel punto - ha aggiunto Lamorgese - c'era da decidere tra due diritti: il diritto di manifestare e il diritto del cittadino di lavorare, con tutte le precauzioni del caso, che erano state garantite dall'Autorità portuale. Noi siamo intervenuti con la massima attenzione alle persone, usando solo idranti".

"Misure eccezionali hanno compromesso le libertà"

"Il delicato tema del rapporto tra autorità pubbliche e diritti individuali - ha sottolineato Lamorgese - è estremamente attuale, soprattutto in questo momento in cui sono necessarie delle decisioni complesse per avere una visione di futuro che possa rilanciare l'intero Paese". 
Per la titolare del Viminale "rimane aperto il dibattito tra quello che è il diritto del singolo di autodeterminarsi e la necessità di misure eccezionali, come quelle che il Governo ha portato avanti in questo periodo di pandemia, e che hanno compresso certamente le libertà, date talvolta per scontate, creando anche disagi, difficoltà nei rapporti interpersonali, comunque contrarietà in alcune fasce di persone, e se n'è parlato tanto in questi giorni", ha concluso la Ministra.