Gli agenti sono stati allertati dalla denuncia dei genitori della 14enne
Gli agenti sono stati allertati dalla denuncia dei genitori della 14enne

Gabicce mare (Pesaro), 20 settembre 2019 - Ha agganciato sui social una ragazzina di 14 anni di Gabicce mare dicendole di essere un coetaneo e usando un falso profilo. Le ha pure mandato una foto di un ragazzino, che non era certo lui. Truccava le carte per strappare alla ragazza una iniziale confidenza visto che l’uomo aveva 31 anni, operaio, di Frosinone. Per circa 3 mesi, dal dicembre 2015 al febbraio 2016, ha chattato con la giovanissima gabiccese fino al punto di chiederle foto e video in atteggiamenti intimi oppure immagini di lei nuda. Richieste che la ragazzina ha sempre rifiutato di accettare, rispondendo che lei non faceva certe cose.

Ma le richieste sono diventate sempre più pressanti fino a quella di incontrarsi in un posto in disparte per stare insieme e «fare quello che gli più gli andava». A quel punto la giovane ha confidato ai genitori di avere questo scambio di chat con un suo «coetaneo». Ma il padre e la madre hanno capito in fretta che doveva nascondersi qualcuno di diverso dietro a quel nome che compariva.

Così hanno presentato denuncia per adescamento di minorenne tramite i social. Partita l’inchiesta (pm Giovanni Narbone), la polizia postale è riuscita a rintracciare il computer utilizzato per inviare le chat indirizzate alla ragazzina (nella casa del 31enne a Pignataro Interamna, Frosinone) ma il guaio è arrivato dopo quando si è visto che nell’abitazione c’era un computer solo e diversi utilizzatori.

E’ stato necessario confrontare l’orario di invio dei messaggini più espliciti e scabrosi con la presenza in casa degli occupanti visto che ognuno negava di averle scritte. Dopo questo accertamento si è visto che un fratello, di 31 anni, era in congedo dal lavoro per malattia mentre l’altro fratello figurava regolarmente al lavoro. Per questo, è stato indagato e mandato sotto processo dalla procura di Pesaro.

L’uomo non ha cercato di difendersi al processo ma attraverso i suoi avvocati ha chiesto e ottenuto un patteggiamento della pena ad un anno, un mese e dieci giorni di reclusione con riserva di risarcire la parte offesa, ossia la ragazzina oggi diventata maggiorenne, per il danno morale patito col tentativo di adescamento online.