Mauro Mancino, pediatra, quanti casi di Covid ha visto recentemente?
"Nel mese di novembre il numero dei bambini positivi è aumentato esponenzialmente.Tutti i giorni registro nuovi bambini contagiati positivi al tampone o che vengono messi in quarantena per contatti diretti con soggetti infettati. Difficile dire il numero preciso ma diverse classi sono in didattica a distanza. Le difficoltà di questi giorni vengono amplificate anche dall’ intasamento di tutto il sistema che porta alla esecuzione del tampone molecolare"

Il dottor Mauro Mancino, pediatra
Che sintomi hanno i bambini positivi?
"Tra i dieci e quattordici anni di età hanno perdita di olfatto e gusto, febbre, con manifestazioni respiratorie e complicanze gastrointestinali. Anche i bambini più piccoli cominciano ad avere
sintomi respiratori generalmente più lievi che spesso si possono confondere con i sintomi causati dalle forme parainfluenzali. Bisogna stare molto attenti"
Si contagiano anche i bambini della scuola dell’infanzia e dei nidi?
"Sì, ho avuto pazienti anche sotto ai cinque anni di età, che frequentano scuole materne o nidi di infanzia con sintomi respiratori lievi fino a questo momento. Il timore è che nel tempo con l’arrivo dell’ inverno, possano anche aggravarsi"
Quando è peggiorata la situazione?
"Nelle ultime settimane c’è stato un progressivo peggioramento e la situazione è resa ancor più complicata dal fatto che oltre al Covid ci sono tutte le altre patologie stagionali "
Come tratta i bambini malati di Covid?
"Cercando di tenere sotto controllo i sintomi telefonicamente finché ci riesco, poi quando il livello di rischio si alza attivo le squadre Usca che vanno a fare la visita a domicilio"
Ha avuto casi gravi o ricoverati?
"No, ma il mio timore, come avevo già detto in estate, è per il futuro: i virus, dell’influenza o del Covid, diventano aggressivI a gennaio, febbraio e marzo, per questo raccomando la vaccinazione come strategia preventiva"
L’altro ieri l’Aifa, Agenzia italiana del farmaco, ha approvato il vaccino per i bambini da 5 a 11 anni: cosa ne pensa e quando sarete pronti?
"Sono assolutamente favorevole alla vaccinazione, mi auguro si possa partire nel più breve tempo possibile. Bisogna prepararsi all’inverno, bisogna anticipare i tempi"
Dei bambini positivi che ha visitato, quanti sono figli di no vax?
"La maggioranza, i bambini positivi hanno almeno un genitore non vaccinato, questo emerge dalle telefonate dell’ultimo periodo"
Quanto rischiano i nonni a stare a casa con i loro nipoti?
"Dipende. Se assistono un bambino che è semplicemente in quarantena ma non è ancora positivo il rischio è relativo anche perché i nonni sono quasi tutti vaccinati. Ma se assistono un bambino positivo il rischio si alza ed in generale se ne occupa almeno uno dei genitori"
Il vaccino per i bambini è sicuro?
"Secondo gli studi fatti fino ad ora sì. E’ chiaro che gli effetti collaterali si valuteranno nel tempo ma come per tutti i vaccini mi aspetto reazioni locali o sistemiche come febbre o algie generali di rapido passaggio. Oltre non posso andare. Quello che si legge su internet, e cioé che un bambino che si vaccina può contrarre la sclerosi a placche o può avere ritardi nello sviluppo, è falso e assurdo. Dobbiamo fidarci della medicina, solo il tempo ci dirà quali sono gli effetti collaterali, ma secondo gli studi attuali sono lievi e il beneficio è di gran lunga superiore".
Umberto Gnudi, che dirige il Pronto soccorso di Marche nord, ha espresso disprezzo per i non vaccinati, promettendo loro di curarli ma invitandoli a interrompere ogni rapporto personale con lui. Cosa ne pensa?
"Lo capisco, è un sentimento comune tra i medici, impegnati in prima linea con il Covid da tempo, gente che ha visto morire tante persone e tante ne ha salvate rischiando di suo ogni giorno per gli altri. I “No Vax” ci sberleffano ma quando ammalano chiamano ogni due ore".
Lei come si rapporta con i no vax?
"Prima ci litigavo, specie quando scoprivo bambini malati figli di non vaccinati, adesso invece preferisco il silenzio perché ho capito che l’atteggiamento dei no vax è preconcetto. Siamo di fronte a una posizione ideologica: chi ce la fa, ci arriva da solo a capire che deve vaccinarsi per vincere questa pandemia, ma c’è chi non ci arriva e purtroppo sono ancora tanti. E la pandemia va avanti".






















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