Cristiano Sarvaggi
Cristiano Sarvaggi

Pesaro, 26 settembre 2021 - Cristiano Sarvaggi, 41 anni, originario di Torino ma residente da anni a Vallefoglia, convive con una donna, non ha figli. Attualmente disoccupato. Cercalavoro. E ha qualcosa da dire sul dibattito reddito di cittadinanza e carenza di assunzioni.
 

Lei non è d’accordo quello che hanno gli imprenditori, il primo è stato Valter Scavolini, sul fatto che il reddito di cittadinanza allontana gli operai gli aziende?
"Allora, il reddito di cittadinanza, che io, tra l’altro, non prendo, perchè non ci rientro, di media è 500 euro, quindi se veramente le persone non si candidano non è perché il reddito sostituisca lo stipendio. Aggiungo che la maggior parte delle richieste di personale sono rivolte a persone under 35, o con sgravi fiscali per risparmiare sulle contribuzioni. Se tu vai in un ufficio di collocamento, la metà degli annunci sono per apprendisti, tirocinanti, appunto non superiori a 35 anni.. ecc..."
Ci racconti la sua esperienza
"Ho 41 anni e sono specializzato nella logistica sia come magazziniere mulettista, che come impiegato. Ebbene è ormai da più di due anni, anche tre se togliamo l’anno del lockdown che “giro” tra le aziende con contratti a termine, la maggior parte di breve durata (mese per mese ecc). Un’ azienda che ora denuncia la mancanza di manodopera mi offrì un contratto di due mesi, per coprire un picco di lavoro 9 ore al giorno di cui 8 retribuite, e la restante messa in banca ore.
«Banca ore», sarebbe?
"E’’ una cosa legale, non ti pagano lo straordinario, la puoi usare come permesso se accumulate e stai a casa".
E poi...
"Offrendomi una mansione sicuramente inferiore alla mia esperienza, avrei dovuto lucidare dei mobili. Io ho rifiutato proprio perché essendo io un addetto alla logistica con decennale esperienza non ho reputato tale mansione idonea a livello gratificante per me".
Altre esperienze?
"Anni fa nel 2005 ho lavorato per un’altra azienda metalmeccanica, ebbene ho fatto due anni con contratti mese per mese, per poi essere scaricato. La maggior parte invece aveva contratti settimana per settimana".
Quindi messi ancora peggio di lei?
"Esatto, io sono stato tra i fortunati"
Altri esempi?
"L’ultimo. Avevo un contratto di tre mesi di prova come impiegato, stoppato dall’azienda dopo appena due settimane, perché parole sue, il titolare non aveva tempo di insegnarmi la mansione che comunque era abbastanza tecnica. ’Io non riesco a starti dietro’, mi ha detto, pensavo fosse più semplice che apprendessi...Quindi ha interrotto anche la prova".
Quindi?
"Io dico che la realtà è ben diversa da quella che gli imprenditori dicono, anzi credo che si stia instillando l’idea che il reddito di cittadinanza sia la colpa di tutti i Mali. Forse la Naspi, cioè l’indennità di disoccupazione, che arriva anche a 900 o 1000 euro, quella sì che è concorrenziale con certi stipendi, anche se tocca in effetti a chi ha lavorato..."
Rimedio?
"Io credo che ci voglia la volontà di dare paghe adeguate ai dipendenti e garanzie di lavoro in prospettiva più sicure. Quindi è giusto che l’imprenditore provi la persona, ci sono tanti vagabondi in giro, questo è vero. A volte per colpa di molti che si mettono ad esempio in mutua dopo una settimana di lavoro ci rimette la gente seria... quindi il contratto a termine ci deve essere, che non sia perenne però, se dopo un anno mi hai provato e sono andato bene, molti invece ti fanno il contratto fino a luglio, e poi ti riprendono a settembre, così non hai la continuità lavorativa, anche se è tutto regolare, alla lunga sfinisce... Se devi chiedere un prestito, non riesci. Quindi cambiamo la mentalità e veniamoci incontro. C’è gente che vuole lavorare, ma non per una settimana. Io ho mandato tanti curriculum e colloqui. Sono a casa dall’ultimo lavoro e sto cercando. Ah, a proposito, se Scavolini mi vuole, sarei felicissimo di lavorare con loro".