Gli albergatori di Confcommercio chiedono un contributo da parte della amministrazione comunale per l’abbattimento del costo della Tari 2020 e una azione per l’annullamento del costo 2021 per le imprese chiuse o con un significativo calo del fatturato. E’ stata inviata una lettera, indirizzata al sindaco Gambini e agli assessori al Turismo Cioppi e alle Attività produttive Foschi, firmata dai titolari di hotel, camping, residence, country house, agriturismo di Urbino, per sollecitare la firma di una delibera che eroghi "un contributo a fondo perduto alle attività turistiche e della...

Gli albergatori di Confcommercio chiedono un contributo da parte della amministrazione comunale per l’abbattimento del costo della Tari 2020 e una azione per l’annullamento del costo 2021 per le imprese chiuse o con un significativo calo del fatturato.

E’ stata inviata una lettera, indirizzata al sindaco Gambini e agli assessori al Turismo Cioppi e alle Attività produttive Foschi, firmata dai titolari di hotel, camping, residence, country house, agriturismo di Urbino, per sollecitare la firma di una delibera che eroghi "un contributo a fondo perduto alle attività turistiche e della somministrazione di alimenti e bevande commisurato al 50% della Tari dovuta dalle stesse imprese nell’anno 2020" e poi chiedere che Arera (ndr, Autorità di regolazione per Energia reti e Ambiente) e il Governo nazionale riconoscano per il 2021 "l’esenzione Tari per tutte le imprese turistiche della somministrazione di alimenti e bevande e del commercio, chiuse o che hanno avuto un calo di fatturato". Queste richieste, inoltrate dal segretario di Confcommercio Urbino Egidio Cecchini, sono dovute alla situazione che stanno affrontando le attività, "a dir poco drammatica", per la mancanza di prenotazioni anche per i prossimi mesi.

"Tra l’altro, si fa presente, nel merito, che la produzione di immondizia è ai minimi termini per coloro che sono ancora aperti (e che comunque anche svolgono un servizio per la città, dato che la media dei clienti è, al massimo, di tre al giorno) e nulla per le attività che sono chiuse – si legge nella lettera -. Il mese di aprile, normalmente tra i migliori mesi dell’anno in termini di fatturato, salterà in toto per il secondo anno consecutivo e le prospettive sono le stesse per i mesi di maggio e giugno. Ci sono strutture che non riapriranno per il corrente anno e, temiamo, che potrebbero esserci anche delle chiusure definitive". "Il tema della Tari è pesante e importante per le attività produttive normalmente e, in questo momento di chiusura dei locali, sicuramente la sollecitazione delle associazioni di categoria è capibile- commenta il sindaco Gambini (foto) -. Stiamo valutando anche di dare un contributo legato al pagamento della Tari agli esercenti rimasti chiusi. Vogliamo sollecitare anche Arera per avere uno sconto o l’annullamento della Tari, se si può, per il 2021, ma sappiamo che non è facile per le norme nazionali. Un eventuale intervento del Governo nazionale dovrebbe essere parimenti compensato dal Ministero. Il contributo ai negozi, ai bar, ai ristoranti rimasti chiusi, invece, è un tema che affronteremo dopo Pasqua, una volta che avremo il bilancio consuntivo del 2020 per capire le risorse da mettere a disposizione. E’ un argomento che sta a cuore dell’amministrazione e dell’assessore Foschi in particolare, che si occupa delle Attività produttive, che vivono in modo drammatico questo periodo di chiusura che va avanti da 6 mesi e che purtroppo dal Governo nazionale non hanno avuto nulla, nonostante i discorsi fatti".