Green pass (foto Ansa)
Green pass (foto Ansa)

Pesaro Urbino, 28 ottobre 2021 - Tanti certificati di malattia. Forse un po’ troppi. E i datori di lavoro chiedono visite fiscali mirate. Nella settimana che ha coinciso con l’introduzione del Green pass per lavorare (scattato il 15 ottobre), fatalmente hanno subito un incremento importante anche i certificati di malattia pervenuti all’Inps. Ad esempio, in provincia di Pesaro, nella settimana dall’11 al 17 ottobre erano stati prodotti 3.075 certificati di malattia. Nella settimana successiva, quella dal 18 al 24 ottobre, ne sono stati conteggiati circa 400 in più, per un totale di 3.447. Un andamento non dissimile da quanto accaduto nel resto delle Marche e, in generale, in Italia. Il dato regionale mostra un’impennata importante tra lunedì 11 – con 3.665 richieste – e lunedì 18, post green pass, con 4.215.

Green pass per feste private e all'aperto: quando serve

Al di là delle osservazioni metereologiche, con l’autunno inoltrato e l’irrigidimento delle temperature, è lecito pensare che più che l’influenza c’entrino proprio le nuove disposizioni dettate dall’emergenza sanitaria. Una valutazione che non si sbilancia a fare il direttore regionale dell’Inps, Antonello Crudo, lasciando che le facciano altri per lui: ovvero, i titolari delle aziende che si trovano a fare fronte alle attività con un numero di forze in campo inferiori. E dunque sollecitano controlli. "Sì, c’è stato un aumento di richieste specifiche da parte delle aziende del territorio – dice il direttore Crudo – e dunque un lieve aumento di controlli ci sarà. Ma sarà piuttosto marginale, dal momento che già da prima sfruttavamo i medici a pieno ritmo e il loro numero non aumenterà". L’istituto previdenziale, per tutta la regione, conta su una squadra di 18 professionisti (di cui solo 3 per tutta la provincia di Pesaro), ciascuno dei quali è in grado di fare 6 visite al massimo in una giornata. E il numero di professionisti resterà invariato, benché si tratti di un numero ’ballerino’ dato che molti hanno contratti ’a tempo’. Insomma, è chiaro che i controlli non possono che essere limitati rispetto alla platea potenzialmente interessata.

Proprio nel privato , per altro, l’aumento delle certificazioni di malattia appare più consistente. E’ lì, insomma, che i lavoratori sembrano essere più ’cagionevoli’. Guardando i dati, infatti, il lunedì 11, quando ancora non c’era il Green pass, i certificati di malattia pervenuti erano stati 3.665, mentre lunedì 18 sono stati 4.215. E se i medici fiscali non bastano, c’è anche chi si rivolge ad agenzie di investigazione private: una tendenza, anche questa, in aumento in tutta Italia.