La chiazza di sangue coperta (Foto Fotoprint)
La chiazza di sangue coperta (Foto Fotoprint)

Pesaro, 14 agosto 2017 - La coltellata parte al culmine di una lite, in mezzo alla strada, in via Rossi. Sono le 1,45 circa di sabato notte, lei e lui che litigano, lui è un romeno 31enne, si chiama Marius, in quel momento ubriaco, lei è la donna che lo frequenta da diverso tempo e forse non è del tutto sobria neanche lei. La donna tira fuori dalla borsa un coltello da tavolo, tipo ‘posata’, lunga circa venti centimetri, lama e manico compresi, e colpisce l’uomo sotto la mandibola sinistra, ma la lama penetra nel collo, non lontano dalla giugulare, che però per fortuna non viene lesionata. L’uomo barcolla, ai suoi piedi si allarga subito una pozza di sangue, poi attraversa la strada come testimoniano le altre gocce ematiche presenti sull’asfalto, alla fine cade anche perchè è ubriaco, e quindi è più debole del normale. La chiazza di sangue verrà coperta poco dopo con del pietrisco assorbente bianco. La chiazza si trova all’incrocio della via Rossi con via Tito Speri, all’angolo di uno studio legale (FOTO). 

I sanitari del Potes di Pesaro che accorrono sul posto sono stati chiamati da un paio di donne che passando da lì vedono l’uomo, una mano al collo, gravemente ferito, e tentano di prestare i primissimi soccorsi, tamponandogli come possono – pare con una camicia – la ferita. Oltre alle due donne, un ragazzo, sui vent’anni, vede la scena e renderà testimonianza ai carabinieri riferendo chi è stato ad accoltellarlo. La donna fugge a piedi. Accuserà la donna anche lo stesso Marius, quando in ospedale, al pronto soccorso, parlerà, in romeno, con una operatrice sanitaria che parla la sua stessa lingua e in quel momento gli fa da interprete: "È stata lei". A quel punto parte la caccia alla donna: nonostante il fatto sia fuggita a piedi, non si trova. Le ricerche sono proseguite per tutto ieri fino in serata, i carabinieri hanno setacciato tutti i luoghi in cui la donna potrebbe aver cercato rifugio, anche se risulta senza fissa dimora. 

È stata inviata una relazione al magisratto di turno, Giovanni Narbone, che a seconda della prognosi che daranno i medici – il ferito era stato trasferito ieri pomeriggio per poche ore al Torrette di Ancona, ma poi in serata ha fatto rientro all’ospedale San Salvatore, ed è ricoverato in Rianimazione – potrà essere di lesioni gravissime o addirittura di tentato omicidio, vista la vicinanza della giugulare dalla ferita, che quindi avrebbe potuto avere conseguenze fatali. 

Si è appreso che l’uomo ferito era stato controllato diverse volte dai carabinieri. E’ una specie di clochard, che si trovava in possesso di un passaporto, della Romania. Ancora del tutto sconosciuto il movente della sanguinosa lite. Forse lui aveva alzato le mani, e lei ha fatto per difendersi, per un motivo che, come avviene a volte in questi casi, è del tutto futile.