Il luogo in cui è avvenuta la tragedia, la casa del Popolo di Muraglia in via Salvatori, c
Il luogo in cui è avvenuta la tragedia, la casa del Popolo di Muraglia in via Salvatori, c

Pesaro, 9 ottobre 2021 - Sono circa le 20. Nella casa del Popolo di Muraglia, in via Salvatori, si sta consumando una cena frugale tra amici. Al tavolo ci sono quattro, cinque persone. Tra questi c’è Luca Galeazzi, 50 anni, operaio montatore con attività anche fuori Pesaro. Luca è rientrato in città per il fine settimana ed ha raggiunto gli amici al bar. Gli amici di sempre, quelli dell’allegra compagnia di Muraglia. Improvvisamente, mentre stanno mangiando, Luca inizia a tossire, quindi accusa un malore al centro del petto, infine si accascia al suolo e cade.

Luca Galeazzi morto alla cena, il figlio Giovanni in campo per il papà

Tutto accade in pochi, drammatici attimi. Gli amici sono sotto choc. Capiscono che si sta consumando una tragedia. Chiamano subito il 118. I sanitari dettano al telefono le prime indicazioni per il soccorso. Qualcuno degli amici inizia un disperato messaggio cardiaco sul cinquantenne le cui condizioni appaiono subito gravissime, nell’attesa che arrivi il personale del 118 che è sul posto in poco tempo.

I sanitari proseguono il massaggio nel tentativo disperato di rianimarlo. Ma per Luca Galeazzi non c’è nulla da fare. Il suo cuore ha smesso di battere. La tragedia si consuma sotto gli occhi degli amici, in lacrime, con la testa fra le mani. Luca non c’è più. "Non è possibile – dice Cinzia Cerioni, una sua amica che non sa darsi pace – non è possibile, non può essere vero".

Cinzia ha incrociato Luca poco prima della cena: "Dovevo andare in città a fare un regalo – racconta – e gli ho chiesto se volesse venire anche lui, ma aveva preferito stare con gli amici al bar. Diceva che avrebbe mangiato con loro. Quando mi hanno chiamato non ci credevo e non ci credo ancora, non è possibile".

Fuori lo piangono tutti, mentre i testimoni oculari vengono sentiti dalla polizia all’interno e all’esterno del locale. Una scena surreale, drammatica. Una serata sferzata dal primo vento autunnale che ha gettato nella disperazione un gruppo di amici riunitosi per stare insieme nel week end.

"Lussy, lo chiamavo così, era una persona speciale, solare, che amava la vita e la compagnia. Anche questo pomeriggio avevamo cantato insieme", piange ancora Cinzia. Si cerca di ricostruire l’accaduto. Ad uccidere Luca è stato un arresto cardiaco, ma, dicono alcuni amici che lo conoscevano, "non aveva mai sofferto di nulla, non aveva problemi di salute l’abbiamo visto sempre in forma, sempre allegro, fino all’ultimo".

I parenti non sanno nulla. Luca viveva in via Galilei, poco distante dalla casa del Popolo di via Salvatori, il luogo in cui è accaduta la tragedia e in cui si recava spesso, ogni volta per incontrare gli amici. Luca è sposato e ha un figlio, Giovanni, giocatore della Vis Pesaro. Uno dei giovani che la Vis ha cresciuto nel suo settore giovanile fino a portarlo in prima squadra, con la cui maglia aveva esordito anche in questa stagione. Una promessa. Un orgoglio per la famiglia e anche per Luca.

I parenti sono stati gli ultimi a sapere, dopo gli amici. La polizia ha continuato a mettersi in contatto con la moglie durante la serata, cercando di salvaguardare anche la mamma di Luca, che ha circa 90 anni. Una tragedia nella tragedia, quella di informare i suoi cari. Sono le 22 e il bar è ancora presidiato dalla Polizia.

Il corpo di Luca è ancora steso a terra, sulla barella. Fuori la gente continua a piangere. Due auto della Polizia stazionano in strada. Nel giardinetto della casa del Popolo si ascoltano ancora i testimoni che erano a tavola con Luca o al bar. Si cerca di capire quale sia stata la causa del decesso. Probabilmente un infarto che ha schiantato prematuramente una vita molto amata da tutti.