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21 apr 2022

Pos obbligatorio, protestano i piccoli negozi "Commissioni alte, così noi ci rimettiamo"

Il vincolo dal 30 giugno prossimo. L’edicola: "Se mi pagano il giornale col bancomat, è una perdita". "Speriamo nella bontà dei clienti"

21 apr 2022
giorgia monticelli
Cronaca

di Giorgia Monticelli

L’obbligatorietà del Pos non scatterà più, come già precedentemente stabilito, a gennaio 2023 ma dal prossimo 30 giugno, quindi fra poco più di due mesi, ogni esercente che verrà pizzicato senza Pos o non accetterà i pagamenti elettronici, a prescindere dalla somma che il cliente è chiamato a pagare, sarà soggetto a sanzione che – almeno per quanto deciso fino ad ora – è di 30 euro, più il 4 per cento del valore della transazione.

Addio a monete e banconote, in tanti scelgono bancomat o carta di credito anche per le transazioni più piccole. Dalla tazzina di caffè ai grandi acquisti, nessun gestore potrà, quindi, rifiutare il pagamento elettronico. C’è da dire che il possesso di Pos, in realtà, era obbligatorio già dal lontano 2013 ma la vera novità è che – tra due mesi – tutti coloro che non metteranno a disposizione dei propri clienti questo strumento rischieranno una doppia sanzione.

Da qui le lamentele che provengono soprattutto dalle piccole botteghe, dalle edicole e dai tabaccai che, nella maggior parte dei casi, sono costretti a pagare commissioni molto alte anche su pagamenti elettronici, seppur collegati ad acquisti economicamente bassi. "Se un cliente mi viene a pagare il giornale con la carta di credito o con il bancomat per me è una perdita – ha spiegato Mara Fusco, dell’edicola ‘Perugini’ in piazzale Matteotti -, le commissioni per transazioni così piccole sono ancora troppo alte e noi ci rimettiamo. Non siamo contro al pagamento elettronico, ma vanno diminuiti i costi delle transazioni perché altrimenti rischiamo di non guadagnarci più nulla o, ancor peggio, di dover aumentare i costi dei prodotti che vendiamo".

Daniela Moroni, del negozio ‘Ballerini – Tutto per la scarpa’ in via Giordano Bruno racconta: "A volte mi vengono a pagare i lacci delle scarpe con la carta di credito. Parliamo di 5 euro. Io non dico no, soprattutto ai turisti che sono sempre a corto di banconote, ma di certo non faccio i salti di gioia". Il mondo però è cambiato, la moneta ha sempre meno giro e la carta elettronica risulta più comoda per l’acquirente, che sia straniero o del posto, senza distinzioni. Le piccole botteghe, per la maggior parte tutti con Pos già funzionante, ci stanno già facendo i conti: "Delle volte mi comprano un pacchetto di fazzoletti con il bancomat – dice Cesaroni Graziella della pescheria ‘Baccalà e Stoccafisso da Graziella’ -. In questi casi sta anche nella coscienza del cliente non metterci in difficoltà per pagamenti così piccoli".

"Basta lamentarsi, chi si oppone a queste scelte probabilmente deve pensare ad un cambio di mestiere. Le proprie entrate non possono essere messe in discussione dalle percentuali che si perdono con le transizioni elettroniche – controbatte Renato Calcinelli della gelateria ‘Biancolatte’ -. Il mondo è cambiato e bisogna stare al passo". E anche Valerio Lombardelli de ‘Le nuove immagini’ conclude: "Il Pos non mi ha mai dato problemi, ormai è diventato uno strumento quotidiano anche se vanno sicuramente riviste le commissioni riferite ai piccoli acquisti, non deve diventare una perdita per l’esercente".

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