Pesaro, Progetto Gulliver (Foto Pedini)
Pesaro, Progetto Gulliver (Foto Pedini)

Pesaro, 9 febbraio 2015 - Hanno ridato speranza e ottimismo a cinque disoccupati, padri e madri di famiglia da mesi alla ricerca disperata di un lavoro. Persone che facevano fatica a tirare avanti e con difficili possibilità di reinserimento. A loro l’associazione Gulliver ha restituito il sorriso e la voglia di vivere, coinvolgendoli nella manutenzione delle scuole comunali con lavori di piccola falegnameria interna e verniciatura, e presto anche di cura dei giardini. Ma non è tutto. Gli scatenati volontari di Gulliver (foto) sono riusciti ad attivare un circolo virtuoso che sta coinvolgendo oltre 2.000 famiglie.

Attraverso la buona pratica del riciclo di abiti usati, hanno lanciato la Bottega del riuso, grazie ai cui proventi riescono a finanziare tanti progetti. L’ultimo è quello che ha permesso il reinserimento dei 5 disoccupati. Da qualche giorno è entrato nel vivo e già ha portato risultati evidenti in molti nidi. Ma Gulliver non vuole fermarsi qui. Vuole varcare i confini locali per esportare il modello a livello regionale con l’effervescente Andrea Boccanera alla guida.

«Per ora i 5 disoccupati stanno lavorando in 31 scuole – racconta Boccanera – ma stiamo siglando un accordo con il Comune per estendere il progetto anche agli istituti comprensivi, questo ci permetterà di coinvolgere quasi 100 plessi. Il progetto è finanziato per il 50% dal Fondo sociale europeo, e il restante direttamente da Gulliver, attraverso i proventi della Bottega del riuso. E proprio grazie al successo della Bottega, forse riusciremo a prolungare l’iniziativa per 5 anni». «Per me è un’esperienza straordinaria» racconta Donatella Pasquinelli, una dei 5 ora attiva nei magazzini della Bottega del riuso. Donatella è stata impiegata per anni a Milano in una società di investimenti. Dopo aver perso il lavoro è tornata a Pesaro. «Ho conosciuto una realtà bellissima – racconta la donna - fatta da persone meravigliose che mi hanno restituito speranza e fiducia nella vita». «Venivo da 70 mesi di disoccupazione – gli fa eco Maurizio Tavaglione, impegnato all’asilo Arcobaleno – grazie a questo progetto ora mi sveglio felice, con la voglia di dare un aiuto agli altri».