di Tiziana Petrelli Controlli, multe e il Green Pub chiuso al pubblico. E’ questo il bilancio dell’ultimo week end di controlli anti Covid, effettuati dalla Polizia di Stato in città. Tutto è partito dalla segnalazione di alcune mamme fanesi, preoccupate per la salute dei propri figli minorenni, che hanno raccontato agli agenti del Commissariato di Fano che soprattutto nel fine settimana i loro ragazzi erano soliti frequentare alcuni bar del centro storico, all’ora dell’aperitivo. Un aperitivo per di più alcolico. E così sabato i poliziotti si sono appostati in borghese, prima delle 18, registrando un consistente movimento...

di Tiziana Petrelli

Controlli, multe e il Green Pub chiuso al pubblico. E’ questo il bilancio dell’ultimo week end di controlli anti Covid, effettuati dalla Polizia di Stato in città. Tutto è partito dalla segnalazione di alcune mamme fanesi, preoccupate per la salute dei propri figli minorenni, che hanno raccontato agli agenti del Commissariato di Fano che soprattutto nel fine settimana i loro ragazzi erano soliti frequentare alcuni bar del centro storico, all’ora dell’aperitivo. Un aperitivo per di più alcolico. E così sabato i poliziotti si sono appostati in borghese, prima delle 18, registrando un consistente movimento di giovanissimi verso e dentro il Green Pub. "Da una più attenta osservazione - si legge in un comunicato della Questura - gli agenti notavano che molti di questi, palesemente minori di 18 anni, consumavano bevande alcoliche, motivo per il quale hanno proceduto al controllo, identificando molti minorenni nell’atto di bere alcolici acquistati in quell’esercizio".

Erano dieci, quasi tutti 16enni, con in mano e nel corpo cocktail ad alta gradazione alcolica. Per questo sono stati accompagnati in Commissariato, dove li hanno dovuti raggiungere i genitori. Adriano Amadori, titolare del Green Pub, è stato così doppiamente sanzionato: 250 euro per aver venduto alcolici ai minorenni (con la chiusura immediata del suo locale al pubblico) e altri 400 euro per il mancato rispetto del distanziamento imposto dalle misure anti contagio (con un’ulteriore chiusura di 5 giorni). "Non vorrei passare per quello che non sono, perché in 32 anni non ho mai avuto problemi del genere - dice affranto Amadori -. Sono arrivati tutti insieme, come negli orari di punta alle poste e così è difficile lavorare e tenere d’occhio tutto quello che succede. Io ero di sotto a preparare le ordinazioni. In sala c’era la cameriera che, poveretta, provava a farli stare divisi, ma tu li metti in tavoli da quattro e appena giri lo sguardo loro si raggruppano, ne vanno via due e ne arrivano altri quattro. Il maggiorenne ordina e poi passa l’alcol agli altri. Come fai a stargli dietro?"

"Vorrei che fosse chiaro – aggiunge – che è capitato perché non eravamo abituati a gestire un lavoro del genere. Noi siamo una birreria, che lavorava dopo le 20 con una certa clientela. Adesso invece ci siamo dovuti adattare a fare l’American Bar dalle 16 alle 18. Lo facciamo perché stare a casa senza far niente è brutto psicologicamente. Sennò, da un punto di vista economico, conviene a stare chiusi. Abbiamo sicuramente sbagliato anche noi, perché non siamo abituati ad avere tanta gente tutta concentrata in poco tempo. Ma prometto cercherò di stare più attento in futuro. Tutto questo se riaprirò, perché la mia paura è che i clienti non ti ascoltano. Sono dispiaciuto per sabato, ma anche frustrato. Sono due notti che non ci dormo…".

Nello stesso week end, poi, gli agenti del Commissariato assieme alla Polizia Locale di Fano, hanno fatto chiudere anche il circolo sportivo sulle rive del lago Solazzi dove a fine gennaio avevano sequestrato alcune dosi di cocaina e arrestato una persona. Dagli approfondimenti infatti è emerso che non c’erano le autorizzazioni.