di Benedetta Iacomucci Arriveranno verso la metà del mese gli 800mila test antigenici rapidi con cui la Regione ha deciso – seguendo l’esempio della provincia di Bolzano – di sottoporre a screening di massa la popolazione marchigiana. Si partirà con i centri con più di 20mila abitanti – quindi, nella nostra provincia, i soli comuni di Pesaro e Fano – e poi, a gennaio, si proseguirà con il resto del territorio. Ovviamente, non ci sarà alcun obbligo: la somministrazione dei test avverrà su base volontaria e sarà gratuita. Ma sarà importante che risponda all’appello il maggior numero di cittadini possibile perché, come ha scritto su Facebook il governatore Francesco Acquaroli, l’iniziativa sarà fondamentale...

di Benedetta Iacomucci

Arriveranno verso la metà del mese gli 800mila test antigenici rapidi con cui la Regione ha deciso – seguendo l’esempio della provincia di Bolzano – di sottoporre a screening di massa la popolazione marchigiana. Si partirà con i centri con più di 20mila abitanti – quindi, nella nostra provincia, i soli comuni di Pesaro e Fano – e poi, a gennaio, si proseguirà con il resto del territorio. Ovviamente, non ci sarà alcun obbligo: la somministrazione dei test avverrà su base volontaria e sarà gratuita. Ma sarà importante che risponda all’appello il maggior numero di cittadini possibile perché, come ha scritto su Facebook il governatore Francesco Acquaroli, l’iniziativa sarà fondamentale "per cercare di arginare il contagio e rallentare la terza ondata", andando a caccia di tutti quei casi che "potrebbero risultare positivi pur essendo asintomatici", così da ridurre gli effetti del virus.

Come funzionerà, materialmente, il test? "Somministreremo tamponi antigenici rapidi – spiega l’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini – che utilizzano stick in naso e gola. Voglio sottolineare che si tratta di test che l’Istituto superiore della sanità ha ritenuto del tutto idonei al tracciamento, non sono test di serie B. Nel giro di tre minuti danno il risultato, per cui non ci sarà neppure bisogno di richiamare le persone testate, perché gli verrà comunicato l’esito direttamente sul posto". A proposito, gli uffici regionali e le Asur stanno organizzando tutta la parte logistica, anche sulla base degli esecutori materiali dei test. Poiché è stato siglato un accordo con la Croce Rossa, saranno utilizzate laddove possibile le loro sedi; poi ovviamente le strutture sanitare dl territorio, altri spazi eventualmente messi a disposizione dai Comuni... mentre si sta vagliando la possibilità di allestire o utilizzare dei drive point.

Il focus Test di massa per scovare gli asintomatici 

"Il problema inziale, che ci ha spinto alla massima cautela – ancora l’assessore Saltamartini – non era solo l’effettiva disponibilità dei test, ma anche la platea di soggetti in grado di somministrarli. Ora, grazie agli accordi via via siglati con le farmacie, con il personale sanitario, con i laboratori privati, con le Croci Rosse, con le università ovvero con gli studenti di Scienze infermieristiche, ma anche con i medici in pensione, siamo in grado di partire con questo screening di massa".

A questo punto è tutto nelle mani dei cittadini: se numerosi accoglieranno l’invito, la Regione potrà avere alla fine del progetto una percentuale di testati superiore alla metà dell’intera popolazione (pari a un milione e mezzo), il ché rappresenterebbe un enorme balzo in avanti per un territorio che fino ad oggi ha stentato molto proprio sul fronte dei tamponi, piazzandosi al terz’ultimo posto in Italia. E potrebbe essere anche una assicurazione su eventuali nuove misure governative. "Ma soprattutto – evidenzia Saltamartini – un modo per contenere il diffondersi del virus in ambito familiare e lavorativo". Potranno sottoporsi al test i maggiorenni, mentre l’invito potrebbe essere esteso ai minori tra i 14 e i 18 anni previo consenso dei genitori. Al momento è esclusa la somministrazione negli altri casi. Se si risulterà positivi ovviamente scatteranno tutte le misure di isolamento previste. Chi non se la sentisse di partecipare allo screening ma volesse comunque ’esaminarsi’, potrebbe avere nei prossimi giorni la possibilità di acquistare in farmacia, al costo di 5 euro, gli ’auto-test’, che però al momento non sono ancora stati validati dal Ministero della Salute.