Piergiorgio Vellucci, titolare della Spar (Fotoprint)
Piergiorgio Vellucci, titolare della Spar (Fotoprint)

Pesaro, 13 gennaio 2019 - «Sono pronte due mensilità per tutti i dipendenti», dice Piergiorgio Vellucci, il titolare della Spar mobili. «Domani i sindacati incontrano i dipendenti e secondo me si dovrebbe tornare tutti quanti al lavoro. Uso il condizonale perché io faccio parte di quella generazione che prima di dire gatto deve averlo nel sacco».

C’è la grinta di uno che non si vuole arrendere, che non ci sta a chiudere bottega, dietro le parole di Piergiorgio Vellucci, l’uomo che ha il 75 per cento della quote del mobilificio che lunedì scorso, al rientro dalla ferie natalizie, ha visto tutti i reparti fermi perché i suoi cento dipendenti, indietro di 5 mensilità, hanno deciso di incrociare le braccia.

Crisi finanziaria, perché?

«Lo vuole sapere il perché? Ora glielo dico. Io avevo tre milioni di azioni di Banca Marche e ho perso tutto quando hanno dichiarato fallito l’istituto di credito. E da quel momento sono iniziati tutti i problemi. Mi è venuta meno una certezza sulla quale contavo e facevo affidamento. Banca Marche era il nostro punto di riferimento».

Riparte come?

«Con le mie sole forze perché in questo momento posso contare solamente su Piergiorgio Vellucci e cioè su me stesso».

E gli altri istituti di credito?

«Lasciamo perdere, sono stati quelli che mi hanno tolto la seggiola da sotto il sedere. Per questo le dico che sono rimasto solo. Ma io non mi arrendo e per questa ragione le dico che lunedì, se non ci saranno sorprese, si tornerà a lavorare e a produrre perché abbiamo ordinativi».

Spera nel buon senso dei suoi dipendenti?

«Certamente. Anche se oggi non solo quale valore possa avere la parole buonsenso. Dico questo anche perché vorrei anche sapere se qui si chiude tutto, cosa fanno e dove andranno i miei cento dipendenti».

Si torna a lavorare per girarsi i pollici oppure c’è lavoro veramente?

«Nessuno si girerà i pollici lunedì perché gli ordini ci sono e questo è un periodo di massimo lavoro per noi».

Perché?

«Perché in quello che è il nostro mercato di riferimento, e cioè il sud Italia, iniziano i matrimoni. E noi abbiamo un target giusto proprio per le coppie giovani che mettono su casa. Un prodotto tarato per loro. E noi tra gennaio, febbraio e marzo lavoriamo al massimo. Per questa ragione penso proprio che lunedì, dopo che i sindacati avranno parlato con i dipendenti, si tornerà a lavorare ed a produrre mobili».

Momento difficile, comunque...

«Guardi, io sono sicuro del prodotto che facciamo. E se vuole aggiungo anche un’altra cosa, che è questa. Da ormai tanti tanti i mobilifici della nostra zona sono andsati avanti copiando i nostri prodotti».

Ma i soldi per dare due mensilità arretrate ai dipendenti, dove li ha trovati?

«Ripeto. E’ tutto frutto delle mie forze, c’è solo Piergiorgio Vellucci. Non sicuramente le banche che mi hanno chiuso tutti gli affidamenti e mi hanno lasciato solo».

L’annuncio di quello che Vellucci voleva fare, è stato dato l’altro ieri ai rappresentanti sindacali. Una proposta che domani alle 10 verrà portata all’assemblea dei lavoratori. La grande riunione e la grande decisione che si terrà nello stabilimento di Chiusa di Ginestreto, dietro la Biesse.

m.g.