Pesaro, 30 maggio - Il coro parte spontaneo appena la sua faccia sorridente sbuca all'Hotel Mercure: "Oh mamma mamma mamma, sai perché mi batte il corazon? Ho visto Darren Daye, innamorato son". Lo canteranno per mille anni ancora i tifosi della Vuelle, perché la sua presenza risveglia in tutti una grande felicità: quella degli scudetti vinti, del basket divino che Darren Daye sapeva regalare sul parquet, della gioventù che fa risentire il suo entusiasmo, perché 30 anni fa quelli che l'hanno accolto ieri erano tutti più ragazzi: "Ho anche io qualche capello grigio in testa - ride il cerbiatto - ma tutto sommato mi difendo, dai. E quando ci rivediamo con i miei compagni di squadra, sembra che il tempo non sia passato".

Ieri è stato a pranzo al moletto con capitan Magnifico, Zampolini e Minelli: mancava il presidente Costa (a Brescia per lavoro), ma la società lo ha accolto con il diesse Stefano Cioppi, che ha fatto da traduttore all'incontro coi tifosi (anche se Darren aveva cominciato rispondendo in italiano) e l'addetto stampa Elio Giuliani che gli ha regalato una cravatta della Vuelle e un orologio da muro dove è ritratto suo figlio Austin con la maglia della Vuelle: "Questo lo appendo in ufficio" ha esclamato commosso. Poi tante foto coi fans di oggi e di ieri: ci sono anche bambini e ragazzi che non lo hanno mai visto giocare, ma sanno tutto di lui: "Questo mi rende orgoglioso, sento che in questa città ho fatto la storia". E stasera sarà di nuovo a Trento per seguire gara4 di semifinale: c'è suo figlio in campo, con la maglia della Reyer.