di Mauro Mambelli* La sentenza del Consiglio di Stato sulle concessioni balneari mette in gravissima difficoltà l’intero settore della balneazione. Non ci aspettavamo una pronuncia così perentoria che rischia di vanificare non solo il lavoro di una categoria turistica importante come quella dei gestori di stabilimenti balneari ma anche di mettere in crisi il modello romagnolo di offerta balneare. Sono 1.430 gli stabilimenti della costa adriatica, 210 gli stabilimenti nella costa ravennate: con...

di Mauro Mambelli*

La sentenza del Consiglio di Stato sulle concessioni balneari mette in gravissima difficoltà l’intero settore della balneazione. Non ci aspettavamo una pronuncia così perentoria che rischia di vanificare non solo il lavoro di una categoria turistica importante come quella dei gestori di stabilimenti balneari ma anche di mettere in crisi il modello romagnolo di offerta balneare. Sono 1.430 gli stabilimenti della costa adriatica, 210 gli stabilimenti nella costa ravennate: con questa pronuncia del massimo organo di giustizia amministrativa, per tutte le concessioni balneari non c’è più certezza dopo il 31 dicembre 2023. Infatti con un’articolata pronuncia il Consiglio di Stato si esprime in via definitiva sulle concessioni demaniali marittime che non sarebbero più valide già oggi, ma al fine di evitare il significativo impatto socio-economico che deriverebbe da una decadenza immediata e generalizzata di tutte le concessioni, i giudici ritengono accettabile mantenere l’efficacia delle attuali concessioni fino al 31 dicembre 2023. Dal giorno successivo tutte le concessioni in essere dovranno considerarsi prive di effetto. Ora sono del tutto evidenti i contraccolpi che subirà il settore che fino a pochi giorni fa per legge (la legge 1452018 promossa dall’allora ministro del turismo Centinaio) prevedeva l’estensione delle concessioni fino al 2033.

Ora con la riassegnazione entro massimo due anni tramite gare pubbliche si anticipa di 10 anni uno scenario che di per sé necessita di tempi più lunghi per adeguarsi. Senza tenere conto che molti imprenditori hanno investito centinaia di migliaia di euro nelle strutture. Il nostro SIB Confcommercio, il sindacato che riunisce gli stabilimenti balneari, è al lavoro per trovare una soluzione tempestiva ed efficace alla situazione di emergenza in cui sono state gettate le decine di migliaia di famiglie di balneari che stanno vivendo momenti di angoscia e di prostrazione per il rischio di perdere il lavoro e i beni. Il sindacato italiano balneari ha deciso di convocare per il prossimo 18 novembre a Roma e in presenza la giunta nazionale allargata a tutti i presidenti regionali per l’esame della situazione e l’articolazione delle iniziative sindacali di protesta. Siamo in una fase delicatissima: senza un intervento rapido, urgente e immediato della politica tutto ciò che era stato programmato per il settore viene vanificato col rischio di distruggere irrimediabilmente il modello balneare romagnolo.

*Presidente Confcommercio Ravenna