
Don Luigi Gatti, parroco di Alfonsine dal 2018 al 2021, quando se ne andò pare a causa di un clima ritenuto ostile
Ravenna, 29 novembre 2024 – Si chiude con una sentenza di estinzione del reato il controverso caso che vedeva protagonisti don Luigi Gatti, ex parroco di Alfonsine, e alcuni parrocchiani imputati di violenza privata nei suoi confronti. La decisione, emessa ieri dal giudice Cristiano Coiro, accoglie la richiesta di estinzione avanzata dalle difese dei tre accusati, rappresentati dagli avvocati Paola Bravi, Erika Appi e Riccarda Argelli, che hanno puntato sulla scarsa offensività del gesto contestato.
I fatti risalgono al 20 febbraio 2021, due giorni prima che don Gatti abbandonasse le parrocchie di Santa Maria e del Sacro Cuore di Gesù ad Alfonsine e di San Giuseppe a Fiumazzo, ufficialmente per "motivi personali". In quell’occasione, secondo l’accusa, il sacerdote sarebbe stato accerchiato, bloccato e spintonato da un gruppo di parrocchiani, che lo avrebbero anche minacciato con frasi intimidatorie come: "Stai attento a quello che fai, lasciaci stare, non rompere".
Al religioso sarebbe stato così impedito sia di accedere ai locali della canonica sia, una volta entrato, di uscirne per celebrare la messa. La condotta, secondo l’accusa, era aggravata dal fatto che la vittima fosse un ministro del culto cattolico. Tuttavia, ieri il giudice ha ritenuto sufficiente la condotta riparatoria proposta dagli imputati, che avevano offerto un risarcimento di 1.000 euro ciascuno, somma inizialmente rifiutata da Don Gatti che – parte civile con l’avvocato Nicola Montefiori – aveva richiesto 25.000 euro.
Don Luigi Gatti era arrivato ad Alfonsine nel 2018, ma il suo mandato non era stato privo di contrasti. Il sacerdote aveva chiuso l’oratorio e sfrattato il gruppo storico degli scout, decisioni che avevano alienato buona parte della comunità parrocchiale. Molti fedeli, scontenti dei suoi metodi ritenuti troppo drastici, si erano progressivamente allontanati. Già in precedenza, Don Gatti era stato accusato di aver “svuotato la parrocchia”, privandola anche del coro ed erano apparsi manifesti che denunciavano la situazione.
Il 22 febbraio 2021, il religioso aveva infine deciso di lasciare Alfonsine, ritenendo che il clima attorno a lui fosse diventato troppo ostile. Tuttavia, non aveva rinunciato all’abito talare, continuando la sua attività sacerdotale altrove. La sentenza di estinzione del reato chiude formalmente un caso che aveva diviso la comunità. Il quarto imputato, difeso dall’avvocato Enrico Ferri, era già stato stralciato per un difetto procedurale, e la sua posizione resta ancora in fase di indagini.