ANDREA COLOMBARI
Cronaca

Pioggia di Rolex falsi, venduti 255 pezzi a 121 clienti su Facebook

I sospetti sono partiti dalla vetrina social di un 56enne, che ha già patteggiato. Le verifiche si sono estese poi a tutto il Ravennate e ad altre province, pure fuori regione. Ora ci sono 15 persone nei guai

Un orologio di lusso (repertorio)

Un orologio di lusso (repertorio)

Ravenna, 14 novembre 2023 – Lo avete sempre sognato, vi piace e ora costa così poco. Lo comprate insomma: ma se si chiama Rolex, allora forse lo è solo di nome e non di fatto. Un tarocco insomma. Se finisce lì, allora magari incappate in un illecito amministrativo e basta (la multa). Se invece c’è qualcosa che fa pensare lo vogliate rivendere, allora il tiro si alza: ricettazione e falso. Che sono i reati contestati alle 15 persone per le quali ieri mattina davanti al giudice Antonella Guidomei è partita l’udienza pre-dibattimentale. La procura ha chiesto il giudizio per tutti. Tra le difese c’è chi ha chiesto un rito alternativo, chi un non luogo a procedere o comunque un’assoluzione per particolare tenuità del fatto, chi una messa alla prova. Se ne riparlerà il prossimo anno.

Nel frattempo cercheremo di spiegarvi come è nato il caso a partire dal principale indagato: un 56enne faentino che l’anno scorso, attraverso il suo avvocato Sergio Gonelli, in fase di indagine preliminare aveva patteggiato un anno e otto mesi. Le verifiche della guardia di Finanza manfreda - coordinate dal pm Angela Scorza - hanno attribuito a lui e ad altre due persone imputate (la compagna e la madre dell’uomo) la bellezza di 121 transazioni commerciali tra giugno 2020 e aprile 2021. Perlopiù a tema Rolex (ma anche Omega): una pioggia di lancette che aveva bagnato un po’ tutto il territorio ravennate ma anche province limitrofe e pure qualche città fuori regione. Chiaro che se pagate un Rolex Submariner 189 euro, non vi potete nemmeno lontanamente domandare se possa essere vero o falso. In caso contrario, vi diamo la risposta noi: falso, senza se e senza ma. Anche se dotato di garanzia e scatola con marchio. Tutto made in Cina e realizzato con buona fattura.

Tra i compratori, c’è chi aveva assicurato di averlo acquistato per fare un regalo al padre; chi – come nel caso di un facoltoso imprenditore – perché lui ne aveva collezionati 7 o 8 originali e aveva comprato gli analoghi falsi per potere girare tranquillo con quelli al polso: perché – testuali parole – mica si voleva fare tagliare un braccio passeggiando per Milano Marittima. E chi infine era cascato dal pero affermando di essersi accorto all’ultimo che era falso e di avere provato a restituirlo.

La vetrina dove scegliere gli orologi – manco a dirlo – era virtuale: Facebook insomma. Era lì che il 56enne reclamizzava la merce. In totale a lui e alle due donne sono stati attributi 215 Rolex, 39 Omega, un Cartier e relative scatole con garanzia. Più una decina di occhiali Rayban con scatola: roba comperata da una piattaforma sulla quale diversi imprenditori mettevano in vendita la merce. Una volta giunto il pacco, gli ordini arrivavano su Whatsapp e il pagamento avveniva su Postepay. I militari, giunti al gruppo Facebook, avevano via via seguito il filo del denaro sequestrando i Rolex nelle case in cui erano arrivati. Ed eccoci arrivati in aula con due parti offese d’eccezione: Rolex spa e The Swatch Group Italia spa: nessuno si è costituito.