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9 mag 2022

Villa Diletti, cadono calcinacci durante la festa

Brisighella, ieri all’evento dedicato al carciofo moretto poco distante dallo stand della Protezione civile. Nessuna persona coinvolta

I vigili del fuoco al lavoro ieri per mettere in sicurezza il cornicione di Villa Diletti
I vigili del fuoco al lavoro ieri per mettere in sicurezza il cornicione di Villa Diletti
I vigili del fuoco al lavoro ieri per mettere in sicurezza il cornicione di Villa Diletti

Un rumore improvviso in una giornata di festa: è il lamento di Villa Diletti. Ieri nel primo pomeriggio nella centralissima via Roma a Brisighella sono caduti calcinacci dallo storico palazzo, per oltre un secolo casa della celebre famiglia omonima: un avvenimento che ha spezzato il clima gioioso della Festa del carciofo moretto. Il materiale caduto è finito a terra, fortunatamente senza colpire persone o cose: in quel momento nessuno stava passando, e le auto normalmente parcheggiate nella strada erano state rimosse proprio per la festa. In compenso a poca distanza c’era una folta rappresentanza del coordinamento della Protezione civile provinciale, dispiegata per mostrare i propri mezzi e forze alla popolazione in occasione della festa: il materiale è caduto non lontano dai volontari, che sono stati i primi ad accorgersi della situazione e hanno provveduto ad avvisare tempestivamente il Comune. Sul posto sono quindi arrivati prima la polizia locale e poi i vigili del fuoco, che hanno portato via i calcinacci e transennato l’area per metterla in sicurezza. "Nessuno si è fatto male, non ci siamo spaventati – rassicura Claudio Mercuriali, presidente del coordinamento provinciale della Protezione civile di Ravenna – ma abbiamo subito chiamato chi di dovere".

Quella di Villa Diletti è una lunga storia triste, comune a tanti edifici storici in decadenza. L’allarme sulle sue pessime condizioni è stato lanciato più volte dai residenti della zona. L’edificio è stato la dimora della storica famiglia Diletti che, da proprietaria di una semplice drogheria, nel 1872 divenne un’importante produttrice di inchiostri. L’azienda, che all’epoca fece parlare di sé in tutta Italia, è stata chiusa intorno agli anni Cinquanta, ma la casa è rimasta per molti anni della famiglia, passando di padre in figlio. Negli anni Novanta l’area, con edifici di archeologia industriale con tanto di ciminiere, fu individuata come possibile luogo per un piano di recupero dove poter realizzare delle abitazioni. Il resto è cronaca, con un fallimento e una serie di problemi economici che l’hanno portata fin nelle mani di un curatore fallimentare nominato dal tribunale. E così arriviamo fino alla storia dei giorni nostri.

Nel luglio 2020, nel corso di un’asta, una società si è aggiudicata i preziosi oggetti ancora contenuti all’interno: cimeli storici e preziosi tra cui mobili di grande pregio, bottiglie con l’inchiostro originale prodotto dalla ditta, libri e mappamondi. Alcuni oggetti risalivano addirittura al Seicento, a testimonianza della storia vissuta tra le mura che li contenevano. In compenso il futuro della villa resta però un punto interrogativo, e le sue pessime condizioni sono sotto gli occhi di tutti da tempo.

Ora quello che è successo ieri, nel bel mezzo di una giornata di festa in cui Brisighella dopo la pandemia si è ritrovata finalmente di nuovo meta per le gite domenicali primaverili, riaccende i riflettori sulle condizioni del palazzo e sull’urgenza di trovare una soluzione per un pezzo di storia della cittadina che purtroppo ora cade letteralmente a pezzi.

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