L'assistente sociale Cinzia Magnarelli, indagata nell'inchiesta 'Angeli e demoni'
L'assistente sociale Cinzia Magnarelli, indagata nell'inchiesta 'Angeli e demoni'

Reggio Emilia, 20 ottobre 2019 - «Da cinque anni non abbiamo più notizie di nostra figlia e non sappiamo più neppure dove sia». Il dolore del padre di quella bambina, che oggi ha dodici anni, è tutto racchiuso in questa frase, messa nero su bianco nella denuncia che lui, insieme agli zii paterni, ha sporto contro i servizi sociali della Val d’Enza. La sua storia appare molto simile a quelle già raccolte nell’inchiesta ‘Angeli e demoni’ sui presunti affidi illeciti di minori.

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I nonni materni si erano rivolti per problemi economici ai servizi sociali, che poi seguirono anche la figlia quando ebbe la bambina. Il tribunale dei minori decise nel novembre 2007 l’affidamento della piccola in via provvisoria agli zii paterni, e dispose verifiche sulla capacità affettiva ed educativa dei genitori. La madre aveva trascorso un lungo periodo in una comunità con la bambina: per lei il tribunale aveva ravvisato «notevoli progressi nell’accudimento della figlia», ma anche «scarsa vigilanza, con rischi per l’incolumità della piccola», mentre per il padre «capacità genitoriali sufficientemente adeguate», seppur «con il grave limite dell’incapacità di riconoscere le difficoltà della madre». Nel gennaio 2009 il tribunale dei minori confermò il decreto in via definitiva. I genitori fecero ricorso, ma nel giugno 2011 la loro domanda fu bocciata: «C’era un parere favorevole del pm sia su una revoca del decreto definitivo, sia dell’affidamento ai servizi sociali», rimarca il genitore. Nel ricorso il padre contestava di non essere stato preso in considerazione per accudire la figlia, nonostante i report degli operatori avevano rimarcato la sua adeguatezza.
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In un primo momento nelle relazioni dell’assistente sociale Cinzia Magnarelli (nella foto), indagata in 'Angeli e demoni', e di un’altra psicologa - operatrici che hanno continuato a seguire la bambina dopo il decreto definitivo - erano stati segnalati aspetti positivi sulla possibilità di un rientro graduale della bambina nella sua famiglia: «I genitori - aveva scritto la psicologa - hanno affrontato un percorso di apprezzabile crescita personale e consolidato il loro rapporto come coppia e famiglia», suggerendo anche un intervento «per monitorare l’inserimento della bambina e sostenere i genitori», «calibrare con gradualità la transazione della minore tra le due famiglie» e «salvaguardare i legami importantissimi che si sono instaurati». La piccola è così ritornata per qualche mese in famiglia: «Il suo rientro non ha fatto altro che portare serenità e gioia nel mio cuore e in quello di mia moglie - scrive il padre -. Ci è sembrato un sogno dal quale non avremmo mai voluto svegliarci. Ma, sfortunatamente, questo sogno è svanito molto presto». La psicologa e l’assistente sociale avrebbero cambiato idea all’improvviso, allontanandola di nuovo non soltanto dai genitori, ma anche dagli zii. «Pare che durante un incontro la bambina avesse detto alle due operatrici: ‘Il mio papà mi tocca nelle parti intime’». La bambina viene così affidata a un’altra coppia: dal 2014 gli incontri si interrompono tra lei e i genitori, e poco dopo anche con gli zii. «Da allora non sappiamo più nulla di lei».

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Viene avviato l’iter giudiziario per il padre, concluso con il proscioglimento dall’ipotesi di abuso sessuale. «Sono stato accusato di un fatto gravissimo, del quale non vi è alcun riscontro». In luglio viene depositata una querela contro la psicologa, l’assistente Magnarelli e la responsabile dei servizi sociali Federica Anghinolfi. «Magnarelli ha dichiarato davanti al gip di aver falsificato alcuni report di valutazione sui bambini in affido, a causa delle forti pressioni subite dai suoi superiori - afferma l’avvocato Francesco Miraglia che segue la famiglia -. Temiamo che possa averlo fatto anche per questa bambina, allontanandola dai genitori. Anche questo caso sembra montato ad arte per gli scopi per i quali sono indagati vari professionisti nell’inchiesta ‘Angeli e demoni’». Il 23 ottobre si terrà un’udienza davanti al tribunale dei minori: «Mi rivolgo direttamente al presidente, non per entrare nel merito di numeri e fascicoli rivisti, ma per la sua onestà intellettuale nel valutare immediatamente il rientro di questa bambina a casa, proprio come accaduto nel caso della bambina portata via a Reggio dai falsi operatori dell’Enpa».